Burroughs, sciamani, proiettili e trip: confessioni d’autore “acido”
Critiche a Capote “redattore qualunque”, ma pure al “compagno” Kerouac: “Un ospite sconsiderato ed egoista”
“Farò bene a conservare le mie lettere, magari riusciamo a ricavarci un libro quando mi sarò fatto un nome” scrive William S. Burroughs da Città del Messico nell’aprile 1952 all’amico Allen Ginsberg. Profezia indovinata perché settant’anni dopo Adelphi manda in libreria Il mio passato è un fiume malvagio, una sua selezione di lettere che vanno […]
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