Solidarietà e partecipazione

Fondazione Il Fatto Quotidiano – Piano piano, in punta di piedi. Dalla parte della gente: ora iniziamo a costruire

Insieme - I progetti che finanzieremo col nostro e vostro aiuto: Da oggi parte la nostra ultima iniziativa. Dopo 12 anni di denunce, è il momento di risolvere qualche problema

6 Novembre 2021

di Cinzia Monteverdi e Marco Travaglio

Piano piano, in punta di piedi, con modestia ma anche con un bel po’ di orgoglio, nasce la “Fondazione Umanitaria Il Fatto Quotidiano. L’avevamo annunciata quest’estate. Il 16 settembre è stata costituita e oggi partiamo con i primi progetti. Ci crediamo e ci auguriamo che chi legge il Fatto fin dalla nascita si unisca a chi magari non ci segue, ma ha voglia di fare del bene e da questa fusione “a caldo” sorga una comunità più grande, orgogliosa di partecipare a questa avventura. Alla Fondazione, ovviamente, contribuirà ogni anno la Seif (Società Editoriale Il Fatto), come già ha fatto in sede di costituzione e come abbiamo fatto anche in prima persona noi soci fondatori che firmiamo questo articolo.

Dopo 12 anni di cronache dissacranti e di denunce dirompenti, è venuto il momento che il nostro giornale, il nostro gruppo e i nostri lettori presenti e futuri diano un piccolo contributo costruttivo per risolvere qualche problema a chi ne ha molti, troppi. E per rispondere con progetti concreti ai tanti amici che ci scrivono: “Io ci sono, che cosa posso fare?”.

Sul sito www.fondazioneilfattoquotidiano.org raccontiamo chi siamo, pubblichiamo il nostro statuto e anticipiamo i nostri primi passi, dedicati al sostegno alle donne vittime di violenza, alla formazione dei giovani, all’aiuto alle persone indigenti. Siamo solo all’inizio e, un passo alla volta, coroneremo un grande sogno. Avevamo promesso progetti chiari, concreti e verificabili. Perciò abbiamo selezionato in partenza due associazioni che si occupano da molto tempo con impegno e dedizione di tante persone in difficoltà.

La prima è la imolese “Trama di Terre, che dal 1997 si occupa di aiutare donne in fuga da violenze fisiche, molestie e matrimoni forzati. Grazie alla nostra giornalista Martina Castigliani, abbiamo avuto il privilegio di conoscere questa associazione e di individuare le aree di intervento per sostenere queste donne che necessitano non solo di essere protette, ma anche di iniziare a camminare con le proprie gambe, tra paure e speranze, verso una nuova vita tutta da costruire. Sognano di studiare, di trovare un lavoro, di avere una casa propria per ricominciare. Le aiuteremo concretamente a rinascere con le “borse di autonomia”, personalizzate secondo le esigenze specifiche di ciascuna.

La seconda associazione è la onlus “Pane Quotidiano, che esiste a Milano dal 1898 e oggi, ogni giorno, offre un pasto gratuito a circa tremila persone che si mettono silenziosamente in fila. È un’organizzazione laica, apolitica e ovviamente “non profit” che, grazie allo splendido lavoro di 150 volontari e a una miriade di donazioni, riesce a stare al fianco di chi ha bisogno.

Quando abbiamo visitato la sua sede, ci è stato spiegato perché non percepisce finanziamenti pubblici: per ottenerli dovrebbe chiedere certificazioni e Isee a chi si mette in fila e introdurre criteri economici per stabilire chi ha diritto a quel pasto.

Invece “Pane Quotidiano” ha deciso che ne ha diritto chiunque ne ha bisogno. I volontari ci hanno spiegato che la fila alla loro porta si è ingrossata soprattutto dopo il passaggio dalla lira all’euro, con le conseguenti speculazioni sul cambio che hanno penalizzato non solo i ceti meno abbienti, ma anche la classe media, aggiungendo nuovi poveri a chi già era indigente. In particolare, molti bisognosi sono pensionati che non riescono più a fare fronte al costo della vita, oltre ovviamente ai disoccupati che non riescono a rientrare nel mondo del lavoro e ai lavoratori precari-saltuari con stipendi da fame. Anche con “Pane Quotidiano” stiamo individuando le migliori risposte a quei bisogni, tanto semplici quanto essenziali.

Nel percorso che compirà la Fondazione, selezionando con il suo Comitato di Indirizzo i progetti umanitari, vi racconteremo sul Fatto le storie che incontreremo, i volti delle persone bisognose che aiuteremo e di quelle che già spendono la loro vita per aiutare gli altri, oltre a denunciare – come sempre – i mal funzionamenti di un sistema politico ed economico che continua a gonfiare vieppiù le sacche di indigenza e disagio sociale.

Intanto ringraziamo anche le meravigliose persone che lavorano per Seif e che con grande gioia, entusiasmo e partecipazione hanno subito sposato questo progetto, aiutandoci ad avviare questa nuova avventura: chi con l’informazione sul giornale e sul sito, chi con la grafica, chi con la promozione, chi con i collegamenti alla piattaforma di raccolta fondi Tinaba, e così via.

L’abbiamo detto e lo ripetiamo: non abbiamo l’ambizione né la presunzione di cambiare il mondo; ma quella di dare il nostro contributo per cambiare qualcosa, sì. E lo facciamo in punta di piedi, un passo alla volta, perché chi si addentra nel mondo dei bisogni scopre che quello dell’indigenza e delle difficoltà è un oceano sconfinato che fa apparire piccolo piccolo il contributo di ciascuno. Perciò dobbiamo essere in tanti, allargando ogni giorno il cerchio della solidarietà: per non sentirci mai inutili o inadeguati alle richieste e per fare fronte comune contro la tentazione dello sconforto. Poi, come diceva Totò, “da cosa nasce cosa”. Intanto partiamo!

VISITA IL SITO DELLA FONDAZIONE UMANITARIA IL FATTO QUOTIDIANO E SCOPRI COME PUOI SOSTENERE I NOSTRI PROGETTI

Ti potrebbero interessare