L’inchiesta

Inchiesta coop Salerno, l’imprenditore arrestato Zoccola ai giudici: “Ecco il libro mastro del sistema De Luca a Salerno, ogni coop aveva un consigliere di riferimento”

Voti e appalti - L’imprenditore: “Ogni coop aveva un consigliere di riferimento”

28 Ottobre 2021

Il governatore Pd della Campania, Vincenzo De Luca, è il sole del Sistema Salerno e le cooperative salernitane sono i pianeti che gli ruotano intorno. Così appare dal cannocchiale del ras delle coop salernitane, Fiorenzo ‘Vittorio’ Zoccola.

Zoccola, quel Sistema, lo illustra con chiarezza nell’interrogatorio del 22 ottobre: “Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire alle prime continuità lavorativa in cambio di voti”. E a chi andavano i voti? “La situazione è diversa tra le elezioni regionali e quelle comunali. Alle elezioni regionali vi è una pluralità di indicazioni di voto che proviene sia dai referenti in Consiglio Comunale delle cooperative sia da coloro che sono rappresentanti alla Regione (consigliere e governatore). Alle Comunali, invece, ogni cooperativa agisce per conto suo e fa riferimento al suo rappresentante in Consiglio Comunale”. Segue dettagliata mappa dei referenti politici, cooperativa per cooperativa. Una specie di ‘libro mastro’ del consenso nelle coop. Tutti fedelissimi della galassia De Luca, ça va sans dire. La mappa la traccia Zoccola: la coop il Leccio “fu costituita da Dario Barbirotti” (non indagato) già assessore comunale e già consigliere regionale, oggi in Europa Verde, che nel 2010 convinse Di Pietro a concedere il simbolo Idv a De Luca nonostante fosse imputato. La coop Lavoro Vero “fa capo a Dario Loffredo” (non indagato), primo eletto in consiglio con oltre 1800 preferenze in ‘Progressisti per Salerno’, la civica fondata nel 1993 da De Luca. Ma il presidente di questa coop “ha rapporti sicuramente anche con il sindaco Enzo Napoli” (indagato per turbativa d’asta).

La coop San Matteo “venne creata con l’appoggio dei fratelli Ventura” e “il capo era Izzo Gianluca, cognato del presidente, Francese Davide”. Izzo è l’uomo arrestato per l’audio con il quale minacciava i dipendenti per indurli a votare la moglie, Alessandra Francese, prima dei non eletti in ‘Progressisti per Salerno’. La coop Socofasa “è nata prima degli anni 90. Il presidente, Ripoli Alfredo, è vicino a Pasquale Stanzione (ex vicesindaco negli anni 90, ndr) e a De Luca”. Nessuno risulta indagato. E poi c’è la coop Albanova “che ha avuto riferimento in consiglio prima Picarone e poi ha gestito rapporti con Savastano (il primo presidente Pd della commissione regionale bilancio, non indagato, il secondo assessore a Salerno e poi consigliere regionale di Campania Libera, ai domiciliari come presunto complice di Zoccola, ndr).

Zoccola conosce De Luca e ne è amico “dal 1989”, e davanti al procuratore capo di Salerno Giuseppe Borrelli che ne ha chiesto e ottenuto il carcere, e poi ha dato parere favorevole all’attenuazione agli arresti domiciliari concessi ieri riconoscendone il contributo alle indagini, si autodefinisce così: “Ero quello che garantivo gli equilibri”. E che significa per Zoccola garantire gli equilibri? “Significa garantire che tutti potessero lavorare”. E poi aggiunge: “Significa che veniva prestata adeguata considerazione alle indicazioni di voto, che in occasione delle competizioni elettorali, fornivo alle altre cooperative… (che) avrebbero quantomeno dovuto tenerne conto, in considerazione del fatto che anche il rispetto di tali indicazioni faceva parte dell’equilibrio che si doveva garantire”. È la sintesi del Sistema Salerno. In vigore da 30 anni.

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