-Buongiorno, sono una giornalista, volevo sapere dell’iniziativa di domenica “Sexy lavaggio di trattori bifolchi”.
– No, ma non si sa mica…
-In che senso scusi?
-Non si sa se la facciamo!
-Per le proteste delle associazioni e gruppi femministi? Si è posto il dubbio se sia un’iniziativa in linea con i tempi?
-Ma non so nemmeno se si farà, c’è il Covid…non si sa…non lo so…almeno comunque facciamo parlare un po’ di noi, ecco…
-Non la seguo, sulla pagina Facebook ho letto che richiedete il Green pass e offrite la possibilità di fare un tampone all’ingresso; mi scusi non capisco, c’è o no il sexy lavaggio dei trattori?
-Lei è stata molto cortese, lo apprezzo, ma non lo so, non c’è da prendersela, arrivederci.

La surreale conversazione ben si adatta al surreale evento che questo weekend si terrà in un paesello in provincia di Ferrara, Bondeno: “PitonenFest, spensierati bifolchi in testa”. Il video di presentazione della tre giorni dedicata “agli spensierati e allegri bifolchi” è qualcosa che meriterebbe una definizione ad hoc del dizionario dei film targato Mereghetti.

Il set è la campagna ferrarese. C’è un gruppo di agricoltori che lavora sereno. Tra di loro un ‘bifolco doc’ che non sembra capace di esprimersi in maniera comprensibile, fa suoni gutturali ma si agita felice nonostante indossi una parrucca bionda di rara bruttezza. Gli agricoltori cercano di calmarlo (stranamente nessuno prova a togliergli la parrucca) e scoprono il motivo della sua eccitazione: la birra Pitona. Tutti bevono e – capolavoro di sceneggiatura – tutti smettono di parlare in contemporanea e d’un tratto sanno solo fare “uh uh uh” felici su un trattore. Non si sa chi lo guidi, ma si spera da qualcuno che non abbia bevuto ‘sta birra più potente della pillola di Matrix.

La birra Pitona ha uno sponsor illustre, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri: “È una mia passione, e poi parliamo di un prodotto artigianale che ben rappresenta la nostra terra” disse in occasione del lancio il primo leghista ad aver espugnato la rocca rossa. Alan è fratello del maestro birraio che ha rilevato l’azienda di famiglia e organizzatore della festa, Stefano: autore della surreale telefonata e protagonista del video. La parrucca bionda è la sua e viene rivendicata con orgoglio in alcuni selfie con l’hashtag #redneckwear. I cosiddetti ‘redneck’, letteralmente collo rosso, sono uno stereotipo americano: abitano in camper, sono conservatori o repubblicani e fieramente razzisti. Altri luoghi comuni vogliono che il redneck sia rozzo, volgare e ignorante, appassionato in modo feticistico di motori e nelle ultime elezioni Usa apertamente schierato con Donald Trump.

Sui social l’evento è confermato, incluso il car washing con bionde prorompenti e vestite con succinti pantaloncini. I commenti delle tante donne indignate vengono cancellati con precisa meticolosità ma la foto rimane là. L’altro organizzatore dell’evento, Officina Design Cafè, al telefono purtroppo non risponde. Sarà un caso, ma sulla pagina Instagram non compare proprio la foto del possibile momento sexy col proprio trattore, unico evento della tre giorni da non meritare nemmeno una fotografia. Insomma si dirà, è solo una festa in cui si beve birra e si ascolta musica folk, che problema c’è se delle ragazze vogliono lavare dei trattori mentre qualcuno le guarda? Infatti! Chi non vorrebbe passare la propria domenica pomeriggio a lavare le ruote giganti di un trattore inguainata in una mise sexy? Forse però la vera domanda è un’altra: ma con cosa si lava poi la ruota di un trattore?

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