Vita di “Meo” Venturelli che non divenne Fausto Coppi
Atletico e folle, dissipò il suo talento in champagne, donne e Maserati
Ferragosto del 1956, Milano-Vignola, terza prova del campionato italiano. Fausto Coppi fora. Gli avversari lo mollano appiedato. L’auto dell’Unione sportiva Pavullese lo affianca: “Signor Fausto, ha bisogno?”. Coppi annuisce. Piazza la bici sul tetto, sale a bordo. Filano dritti al traguardo dove è sfrecciato primo Pierino Baffi. “Chi siete, che fate, avete dei ragazzi in […]
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