Matteo Salvini era corso ad abbracciarli subito, in senso metaforico e materiale. Una sponda politica eccellente per i torturatori di Santa Maria Capua Vetere, gli agenti della mattanza nel carcere casertano: quelli degli sputi, dei caschi sui denti, delle botte sulle scale, degli schiaffi “del soldato” nei corridoi, delle barbe tagliate e delle vessazioni ai […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 10,99€ / mese*
*fino al 30 Settembre 2021

Articolo Precedente

“Ci fidammo del Dap. E non si potevano scavalcare le toghe”

prev
Articolo Successivo

Pestaggi, Hakimi morto in cella “Ora gli agenti rischiano di più”

next