La penna Bic nera. I capelli con la riga. Il sorriso trasversale. A scuola non faceva copiare. A volte faceva copiare. Non faceva la spia. I cannoli di panna. Il casale a Città della Pieve, la sua Camp David. Casa in viale Bruno Buozzi. Porta Pinciana. Il bracco ungherese. La moglie Serenella, first lady della […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Le Foibe tra il “Ricordo” e l’abuso della storia

prev
Articolo Successivo

Agli imprenditori del Nord piace di più la Lega di governo

next