Oggi, mentre gli intellettuali per lo più tacciono, inghiottiti dall’abulia dell’indifferentismo, in Sardegna gridano le pietre dei muri. Gridano un messaggio colorato di rivoluzione. Fu nel 1969 che un gruppo anarchico milanese realizzò a Orgosolo il primo murale, ma il vero avvio di questa mirabile arte di strada risale al 1975, quando il pittore senese […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Quell’“Orrido famigliare” sepolto in fondo alle foibe

prev
Articolo Successivo

L’ambasciatore a Varsavia figlio di ufficiale nazista

next