Il 26 agosto 2010, nel profondo Sud Italia, veniva uccisa una ragazza di soli 15 anni. Il suo corpo verrà fatto ritrovare dopo 42 giorni dallo zio, Michele Misseri. Per il delitto di Avetrana (Taranto) finiranno in carcere, oltre allo “zio Michele”, condannato a otto anni per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove, anche […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 13,99€ / mese per il primo anno
( successivamente 14,99€/mese )

Articolo Precedente

Un sindacato stanco e afono ma. È ancora fondamentale

prev
Articolo Successivo

La rete unica non si unifica: Tim e Enel ancora in guerra

next