Ritorna l’idea, deprimente e inaccettabile, propagandata dal centrodestra, dalla Confindustria e da qualche intellettuale “bocconiano”, che le imprese italiane abbiano necessità, particolarmente oggi, di molta (cattiva) flessibilità. In particolare, di lavoro precario e principalmente di contratti di lavoro a termine “acausali”, non giustificati, cioè, da un’esigenza produttiva effettivamente temporanea. Per chiarire le ragioni dell’irricevibilità di […]

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