Immaginatevi un giudice che andasse a casa di un suo imputato potente (non dico Totò Riina, anche un condannato, per dire, di frode fiscale) e, per ingraziarselo, gli dicesse: “Io non ero d’accordo, sa, con la sentenza, ma il presidente della Corte ha tanto insistito, è stato un verdetto guidato dall’alto…”. Sarebbe inaccettabile anche per […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Strane polmoniti fin da novembre “Non era Covid”

prev
Articolo Successivo

Berlusconi e la sentenza definitiva per frode. Il giudice Esposito: “Non sanno di cosa parlano. E il collega controfirmò tutto”

next