“Semplificazione, sburocratizzazione, velocizzazione”: il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sembra in linea con la stessa necessità del premier di far ripartire l’Italia il più velocemente possibile. Su di lui, una responsabilità in più: unire all’efficienza dello sblocco di cantieri e grandi opere la tutela dell’ambiente.

Ministro, il premier Conte ha parlato di transizione energetica e della necessità di dar vita a un sistema che tenga conto dell’ambiente e della sua tutela: sul piano pratico come si tradurranno queste intenzioni?

C’è un dato iniziale da sottolineare: per la prima volta il Def, il documento di programmazione economica e finanziaria, a pagina 16, parla di sostenibilità e di economia circolare. È un documento che impronterà la vita economica del Paese e quindi non stiamo parlando di dichiarazioni di intenti, ma di fatti. Ci sono due provvedimenti nel dl Rilancio che indicano un percorso: l’ecobonus al 110% e il bonus mobilità. Si integrano e offrono una visione differente per la ripartenza, che si basa su un cambio di paradigma ambientale spingendo sulla rigenerazione energetica del patrimonio edilizio, e quindi stop al nuovo cemento, per quanto riguarda la mobilità, punta sull’integrazione con il trasporto pubblico elettrico e sostenibile. E per questo abbiamo dato come ministero ai Comuni anche fondi per poter intervenire sulla sicurezza dei ciclisti e sulla viabilità stradale. Sono solo due tasselli di una visione complessiva che, per quanto mi riguarda, comprende il progetto di Italia Paese Parco: ovvero creare nel Paese Zone economiche ambientali, le Zea, che corrispondono ai Parchi nazionali, dove ambiente ed economia camminano insieme. E nel dl Rilancio abbiamo appostato 40 milioni di euro proprio per questo.

Anche gli interventi sull’ambiente hanno bisogno di efficienza?

Semplificazione, sburocratizzazione, velocizzazione: sono le direttrici nelle quali ci stiamo muovendo e il dl Semplificazione sarà un tassello importantissimo.

Perché?

Per fare un esempio, proponiamo una norma per far sì che installare le colonnine elettriche non richieda più i 18 permessi amministrativi attuali ma al massimo due. Senza dimenticare il tasto dolente dell’ambiente: l’inquinamento e le bonifiche dei Sin (siti inquinati di interesse nazionale). Ho calcolato che in due anni sono state effettuate più di 1.500 conferenze di servizio senza arrivare ad alcuna bonifica. Questo non posso più consentirlo. È ora che i cittadini abbiano risposte certe e in tempi stabiliti. Semplificheremo la burocrazia del sistema di bonifica senza fare passi indietro sul fronte della tutela ambientale.

Torniamo alla mobilità: circolano notizie di grande entusiasmo…

Lo dico sinceramente: non mi aspettavo la risposta ottenuta dal bonus bici. A migliaia hanno preso d’assalto i rivenditori. Abbiamo scritto il decreto attuativo in tempi record, adesso è in concertazione, e ci siamo resi conto che il fondo di 120 milioni – fondi del ministero dell’Ambiente, provenienti dalle aste verdi, quindi secondo il principio del chi inquina paga – non sarebbe bastato. Abbiamo reperito altri 70 milioni di euro, ma lancio un appello al Parlamento: in conversione finanziate ulteriormente la norma, perché noi fondi non ne abbiamo più.

Che fine ha fatto la plastic tax e come è cambiata la sua percezione in questa fase?

Durante il lockdown è stata necessaria una riflessione: la tassa che avrebbe gravato sia sulle tasche dei cittadini sia sul processo produttivo di aziende già gravate dall’emergenza. Per questo è stata spostata a gennaio.

L’emergenza ha cambiato qualcosa nel “comparto ambiente”?

Abbiamo visto la natura riprendersi i suoi spazi durante il Covid e poi, con la ripresa, sono ricominciati gli episodi di inquinamento. Ebbene, tantissimi cittadini non hanno sopportato questo ritorno al passato e sono diventati ancora più attivi nel denunciare. Anche grazie a loro siamo riusciti a ripristinare la legalità con l’azione incessante dei Noe, del Cufa, su input proprio del ministero. Ecco: continuate a segnalare e a non arrendervi agli ecocriminali.

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