Ristretto nello spazio mentale della casa, l’essere umano al tempo del Coronavirus si riappropria della biblioteca, mettendo mano anche alle zone d’oblio. Se il frigo è gastroscopia e il bagno colonscopia, la biblioteca è autobiografia. È lo scorcio domestico che ti mette a nudo negli aspetti meno grevi e si presta come fondale per un […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 10,99€ / mese*
*fino al 30 Settembre 2021

Articolo Precedente

Le navi ferme nei porti coi motori accesi

prev
Articolo Successivo

“Ripartiamo dalla Terra”: l’alleanza per l’Italia tra chef e contadini

next