Alcuni esponenti politici da giorni avrebbero il telefono bollente. Non smette mai di squillare. Specie nel Pd e tra i 5 Stelle. E che a volte lo lascino trillare apposta, senza rispondere, per il gusto di tenere sulle spine. Quello di Dario Franceschini, per esempio, è caldissimo. È lui che, anche per conto di Nicola Zingaretti, sta gestendo la partita delle nomine in casa Rai, previste per domani in un importante cda. Un altro col telefono caliente è Matteo Renzi, che sta riuscendo nel miracolo di muoversi in sintonia col Pd ma pure contro. Tra i 5 Stelle, invece, squillano parecchio i telefoni di Luigi Di Maio e Vincenzo Spadafora.

La carambola che dovrebbe portare in buca Mario Orfeo, per esempio, è un perfetto gioco di sponda Renzi-Franceschini-Spadafora. Domani, infatti, l’attuale presidente di Raiway si dimetterà (al suo posto il Cfo Giuseppe Pasciucco) per approdare alla direzione del Tg3, posto per cui, sostenuto dal Pd, lui spinge da mesi. Nel segno del famoso riequilibrio chiesto da Zingaretti ai pentastellati. E qualcuno si chiede: ma perché sempre e solo Orfeo, quando di giornalisti in quota dem l’azienda è piena? Ma questi sono i dilemmi di mamma Rai: dirigenti con incarichi plurimi e altri a girarsi i pollici.

Comunque, dopo molto insistenze, il veto di Di Maio su Orfeo sarebbe caduto. In cambio i 5 Stelle otterranno la direzione di Raitre con Franco Di Mare, molto spinto da Spadafora. Con Silvia Calandrelli, nominata solo a gennaio da Fabrizio Salini, costretta a levare le tende (ma resta a capo di Cultura, Storia e Scuola). Le trattative, però, fervono. Tanto che a Viale Mazzini circola una storiella divertente. Martedì pomeriggio Dario Franceschini era atteso negli studi di Porta a Porta per registrare la puntata, ma all’ultimo ha dato buca, costringendo Bruno Vespa ad andare in onda la sera, in diretta. “Motivo? Era impegnato con le nomine…”, si racconta, tra il serio e il faceto. Comunque il pressing di Orfeo è servito: avrà il Tg3, con Giuseppina Paterniti che prenderà la direzione del coordinamento news (poltrona che fu di Carlo Verdelli). Antonio Di Bella, invece, resterà a Rainews.

Altro telefono bollente è quello di Monica Maggioni. Che smania per tornare all’informazione. Così l’attuale ad di RaiCom ha ripreso a muovere tutte le sue pedine assai trasversali: da FI a Italia Viva, senza dimenticare il Pd e un suo vecchio sponsor, Paolo Gentiloni. Obbiettivo: un programma in prima o seconda serata su Raiuno. Pare tramontata, infatti, l’idea un talk su Raidue insieme a Gerardo Greco, poiché sul ritorno del giornalista in Rai si è alzato il fuoco di sbarramento di Laganà e Borioni in Cda, ma pure dentro l’azienda. Motivo? Greco ora è un esterno che oltretutto se n’era andato con una cospicua buonuscita alla concorrenza (Mediaset). A quel che si dice, però, il bersaglio grosso di Maggioni sarebbe un altro: Bruno Vespa. Entrare in punta di piedi nel serale della rete ammiraglia per poi, successivamente, prendere sempre più spazio a scapito del popolare conduttore, che ancora oggi detiene tre seconde serate. Al momento, però, la certezza di un programma per Maggioni non c’è, quindi per ora resterà a Raicom dove, come presidente, arriverà Teresa De Santis come risarcimento per la cacciata da Raiuno. Così la tv pubblica eviterà pure la causa di lavoro minacciata dall’ex direttrice. Confermati gli attuali vertici a Rai Pubblicità e Rai Cinema, con qualche malumore: Paolo Del Brocco, infatti, è ad di Rai Cinema da 8 anni e, secondo una direttiva Anac, dovrebbe ruotare.

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