Cayman, Bahamas, Bermuda, Singapore, Jersey, Isole Vergini Britanniche, Trinidad e Tobago, Dubai. E poi i paradisi fiscali dietro casa: Olanda, Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Cipro, Malta. È la lista delle piazze offshore mondiali in cui ha sede la principale azienda controllata dallo Stato italiano, Eni. Un elenco che mostra in modo chiaro il paradosso della competizione […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Taglio vitalizi: Montecitorio annulla parte della delibera

prev
Articolo Successivo

“Carabinieroni” per Pignatone. Quella frase Fuzio-Palamara

next