C’è un diffuso “non detto”, implicito, sottinteso, rimosso, in questo psicodramma collettivo provocato dall’epidemia di coronavirus. Ed è, per usare l’espressione più raffinata del cardinal Ravasi, “la cultura del limite”. O per essere più espliciti, l’assunzione di consapevolezza della propria mortalità. “La vecchiaia – come avverte Tolstoj – è la più inattesa fra tutte le […]

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