Acqua, tonno, pasta. Ma anche arance, salsa di pomodoro e, soprattutto, la carta igienica.

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Ecco i prodotti di largo consumo che, ai tempi del Coronavirus, sono stati presi d’assalto sugli scaffali dei supermercati e le cui richieste hanno intasato siti e app degli acquisti online che segnano picchi record. Le piattaforme logistiche hanno già rafforzato il servizio, ma si allungano fino a 10 giorni i tempi di attesa per quanti richiedono la spesa a domicilio. Già nelle scorse settimane gli accessi in contemporanea avevano fatto saltare i principali portali dell’e-commerce e Nielsen, nella prima settimana dell’emergenza, ha stimato che i prodotti di largo consumo venduti online sono aumentati dell’81%.Le catene che vendono anche online hanno registrato un’esplosione della domanda come Esselunga passata dal 4% abituale al 20% con le richieste ricevute in questi giorni “cinque volte il livello attuale”, spiega il ceo Sami Kahale. Coop segnala invece che nella sola Lombardia la crescita (settimana su settimana anno precedente) è di un +90% con una media di 900 spese giornaliere consegnate.

Sebbene sia fuori discussione l’eventualità di restare sprovvisti di cibo, come ribadiscono Federdistribuzione e Federalimentare (“I negozi di generi alimentari continueranno a garantire l’approvvigionamento, anche in presenza delle misure ancor più restrittive valide in tutta Italia”), gli italiani continuano a temere per la sorte delle proprie dispense, pensando anche di potersi contagiare nei supermercati, e mettono così “sotto stress strutture e lavoratori creando un’emergenza laddove non c’è”, sottolinea Claudio Gradara, presidente Federdistribuzione. I supermercati, infatti, resteranno sempre aperti con l’ingresso garantito, ma contingentato e controllato. E quando si è dentro e in fila alla cassa, va rispettata la distanza di sicurezza di un metro.

Allora vediamo cosa finisce dentro ai carrelli veri o virtuali che siano, secondo un’analisi sulle vendite di Coop effettuata nelle scorse due settimane, quando le vendite hanno registrato un +12,8% rispetto alla media del periodo spinte dalla richiesta di prodotti in scatola, affiancati da innumerevoli disinfettanti e prodotti per l’igiene personale e della casa.

Nel borsino della spesa alimentare salgono le quotazioni del cibo semplice, pronto all’uso, nutriente, a lunga conservazione e familiare come carne in scatola (+60%) e farina (+80%), cresciuti maggiormente rispetto alla media del periodo. In ribasso o azzerato l’acquisto di alimenti come bacche di goji, zenzero o curcuma. Il terzo prodotto a crescere sono i legumi in scatola (+55%), seguiti dalla pasta +51% e dal riso (+39%). La spesa cresce anche per le conserve di pomodoro (+39%), zucchero (+28%), olio da olive (+22%), latte Uht (+20%), biscotti (+13%), confetture (+9%) e fette biscottate (+17%). Nel carrello trova posto anche il pesce surgelato (+21%) o in conserva come per esempio il tonno (+26%). Spazio anche a qualche sugo pronto (+22%).

Negli ultimi giorni, sembra che gli italiani abbiano pensato che l’essenziale avesse la priorità e quindi hanno lasciato fuori dal carrello gola e vanità. Sono rimasti sugli scaffali per esempio i succhi di frutta (-13%), le bibite (-10%), gli aperitivi (-9%), la birra (-7%), i vini tipici (-3%) e perfino quello da tavola (-20%). Via anche la pasticceria industriale (-12%), le merendine (-5%) e le creme spalmabili (-8%), come la Nutella.

Sul fronte dell’igiene e della casa, mentre crollano gli acquisti per i prodotti per il corpo e viso (-12%) e per i capelli (-16%), è l’Amuchina ad affollare i carrelli. Alle casse dei supermercati Coop il prodotto ha registrato un +547% rispetto alla media del periodo. Ma non trovando il gel o anche solo per non rimanere senza, sono salite anche le vendite delle salviettine disinfettanti (+478%) e umidificate (+361%). A ruba anche i termometri: +189%. E poi è finito nel carrello tutto ciò che può essere utile per igienizzare, sanificare e uccidere il virus prima del contatto con l’uomo: l’alcol denaturato ha registrato un +203, il disinfettante per superfici un +197%, i guanti monouso un +123% la candeggina +47% e l’alcol etilico alimentare un+82%.

Merita un capitolo a parte la carta igienica: è diventato un tormentone insensato in tutto il mondo, dove è andata letteralmente a ruba. Negli scorsi giorni 600 rotoli sono stati il bottino di una rapina messa a segno a Hong Kong. Mentre in Australia, la polizia è dovuta intervenire per dividere due donne che se le sono date di santa ragione lungo la corsia di un supermercato per accaparrarsi un un grosso pacco di carta igienica.

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