L’intervento

Di Battista: “Di Maio? Se il Paese è migliorato è anche merito di Luigi”

L'INTERVENTO - Dalla prescrizione alla Spazzacorrotti, dai vitalizi al Reddito fino al decreto Dignità. E ora gli attacchi vili sul suo lavoro alla Farnesina

Di Alessandro Di Battista
11 Gennaio 2020

Io sono sempre stato scettico sul governo con il Pd. Ho sempre ritenuto difficile raggiungere con il Pd – partito di sistema – la revoca delle concessioni autostradali. Se, al contrario, ciò dovesse avvenire, sarò il primo a rallegrarmi nel dire di avere sbagliato.

Allo stesso tempo è dovere morale dare a Cesare quel che è di Cesare. Nel nostro Paese – al netto di una stampa di regime che racconta falsità – sono state approvate negli ultimi due anni, leggi che hanno reso l’Italia un Paese più civile. La legge sulla prescrizione tutela le vittime. La Spazzacorrotti è una legge eccellente. Il Reddito di cittadinanza, sbeffeggiato dalla nobiltà liberista, ha dato ossigeno a centinaia di migliaia di cittadini in difficoltà. Assurdi privilegi della casta come i vitalizi sono stati colpiti e abbattuti. E il decreto Dignità ogni mese dà i suoi frutti.

Questi sono fatti e Luigi Di Maio ne è stato il principale artefice. Io critico e so che da fuori è anche semplice criticare. A ogni modo una voce che chiede di più e che invoca maggiori prese di posizione anti-sistema credo sia necessaria. Tuttavia, allo stesso tempo, sono una persona perbene che sa valutare i successi delle persone. Negli ultimi mesi sono state approvate leggi che sognavamo venti anni fa.

In politica estera il tiro a Di Maio è indecente. Luigi sta affrontando questioni estremamente complesse con le parole e i gesti corretti. Ciononostante politici ed editori in malafede producono attacchi su attacchi vili e scomposti. Dove stavano lorsignori quando Napolitano e tutto il Pd si accodavano al vergognoso attacco militare in Libia voluto da Francia e Stati Uniti che ha distrutto quel Paese gettandolo in una confusione enorme tutta a vantaggio di scafisti e terroristi? Dove stavano lorsignori quando Berlusconi, amico di Gheddafi, si piegava ai diktat di Napolitano per mantenere ancora per qualche mese la poltrona a Palazzo Chigi?

Erano a fare da lacchè al Potere. Come sempre. Come fanno ancora oggi. Se avessero attaccato i ministri degli Esteri passati soltanto un centesimo di come stanno facendo con Di Maio, questo Paese sarebbe decisamente migliore.

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