L’inchiesta

Inchiesta su Open, “appunti di Bianchi a Lotti per l’aiutone al gruppo Toto”

Nuove carte - Il presidente di Open scriveva all’allora sottosegretario a Palazzo Chigi sulle misure attese dai concessionari autostradali

14 Dicembre 2019

C’è un appunto che secondo gli investigatori dimostra come l’avvocato Alberto Bianchi – ex presidente della fondazione Open – abbia interessato nella trattativa che riguardava la Toto costruzioni “persone di rilievo istituzionale”. Come l’ex ministro Luca Lotti. È un appunto agli atti dell’inchiesta fiorentina in cui Bianchi è indagato per finanziamento illecito e traffico di influenze. Solo per finanziamento illecito è iscritto anche Marco Carrai, imprenditore amico di Matteo Renzi, in passato membro del Cda della Open, proprio come Lotti (non indagato).

Al centro dell’inchiesta c’è una consulenza affidata allo studio legale Bianchi nel 2016 dalla Toto Costruzioni Generali. L’incarico riguardava un accordo transattivo tra la Toto e la società Autostrade. Per gli inquirenti, la consulenza a Bianchi però è solo un modo per nascondere un finanziamento. Infatti sospettano che una parte del denaro sia finito nelle casse della Fondazione Open, che ritengono essere “un’articolazione di partito politico”.

Il messaggio di Carrai e l’incontro con l’Ad
Negli atti si parla dell’interessamento di due renziani della prima ora. Uno di questi è Carrai “il quale – è scritto in un’informativa della Finanza – avrebbe avuto contatti diretti con l’amministratore delegato di Aspi (Giovanni Castellucci), avendo con quest’ultimo quantomeno un incontro nel mese di giugno del 2015”. Nei giorni scorsi fonti vicine a Castellucci spiegavano che l’ex ad non ha “mai parlato del contenzioso Autostrade-Toto” con Carrai. Tra gli atti sequestrati c’è un appunto ricevuto da Bianchi il 3 luglio 2015. Per gli investigatori è un messaggio scritto da Carrai: “Lui dice che troppo distante il prezzo. Mi ha detto che tu lo chiami e ci fissi” e poi viene riportato un numero di un’ utenza intestata ad Autostrade.

E poi c’è “l’interessamento” Lotti che è stato membro del cda della Open. Scrive la Finanza: “Si rileva l’interessamento dell’Onorevole, all’epoca Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il quale Bianchi, i primi del mese di gennaio 2016 (presumibilmente il 4 gennaio 2016), avrebbe avuto una riunione e consegnato l’‘appunto Toto 15/7/15’, riferendogli l’esito di una riunione tenutasi il 5 aprile 2016 in merito alle trattative in corso tra Rti e Aspi”.

L’appunto (in foto) non è l’unico finito agli atti dell’inchiesta. Ce n’è un altro con intestazione “Toto/Aspi” in cui tra le altre cose Bianchi annota che “avrebbe dato l’ok sulla bozza (trattasi della bozza dell’atto di citazione, ndr) all’avvocato Cancrini entro venerdì e ne avrebbe parlato con LL”, per gli investigatori Lotti. L’ex ministro no commenta le indagini. Fonti a lui vicine però negano che si sia mai occupato di accordi tra Toto e Autostrade.

Sembra sapere però l’ex ministro della consulenza affidata dal gruppo Toto a Bianchi. Quest’ultimo ne parla in una mail del 12 settembre scorso (“Sulla base dell’accordo con Toto ho avuto 750 k”) in cui fa riferimento anche a versamenti alla Open. “Ho provveduto a versare per intero detta somma in parte (200k) al Comitato nazionale per il Sì, in parte (200.838,00) alla Fondazione Open”.

“L’intromissione per modifiche normative”
Nella richiesta di autorizzazione alla perquisizione del 30 ottobre 2019 i pm vanno anche oltre. “È stata rinvenuta – scrivono – documentazione afferente l’intromissione di Bianchi con riguardo a proposte di modifiche normative concernenti il differimento del pagamento dei canoni di concessione autostradale, un contributo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2025 alla società concessionaria Strada dei Parchi (gruppo Toto; art. 16 bis), gli effetti del trasferimento delle funzioni da Anas al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sulle situazioni creditorie e debitorie già in capo ad Anas, con particolare riguardo ai corrispettivi derivanti dai rapporti coni concessionari autostradali”.

La mail alla Manzione: “Non c’entra nulla”
Così sono scattate le perquisizioni. E tra i documenti sequestrati a Bianchi c’è anche una cartellina intestata “Sblocca Italia, emendam”. Contiene una mail del 25 settembre 2014 inviata dalla segreteria dello studio legale ad Antonella Manzione (estranea alle indagini), nominata nel dipartimento affari legislativi. In allegato vi era la “‘Proposta di emendamento dl sblocca Italia’ e lo schema decreto-legge ‘Misure Urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica…”. Fonti vicine a Bianchi spiegano che questa mail non ha nulla a che vedere con la Open, ma riguarda “un’ipotesi normativa di interesse generale, mandata a una persona con la quale interloquiva”. Bianchi, spiegano “non ha mai seguito l’iter della norma”.

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