Ho letto che nella prossima manovra è stato inserito un bonus che potrà arrivare fino a 400 euro per l’acquisto di latte artificiale. Certamente si tratta di un sostegno economico condivisibile, che può aiutare le famiglie in tempi di crisi, ma mi viene un dubbio: visto che si sente parlare dappertutto dell’importanza dell’allattamento al seno, questo bonus non rischia di diventare un disincentivo per le madri che vogliono allattare?

Annarita Magistri

Gentile Annarita, temo che il suo dubbio sia fondato. Cosa c’entra un bonus per l’acquisto di latte artificiale con le linee guida dell’Oms e dell’Istituto Superiore di Sanità che raccomandano di allattare al seno almeno fino ai sei mesi di vita? Il promotore dell’iniziativa – il senatore 5 Stelle Raffaele Mautone, pediatra – sostiene che il bonus servirà ad aiutare “le mamme che sono affette da condizioni patologiche che impediscono di allattare”.

Ma una legge che fornisca gratuitamente sostituti del latte materno alle madri che non possono allattare (per esempio quelle positive all’Hiv) esiste già. E quello che manca nel nostro Paese è esattamente il contrario: un aiuto per le madri che allattare lo vogliono eccome.

Ricorda l’avvocata Claudia Polito, presidente italiana dell’International Baby Food Action Network, che ha appena scritto una lettera al governo per dire “no al bonus latte artificiale”: “Se in questi anni si sono fatti passi in avanti per la promozione e il sostegno all’allattamento, quella che è mancata è la protezione: da un lato i corsi pre-parto insegnano quanto sia importante allattare, dall’altra subito dopo il parto ci si ritrova sole a dover affrontare un percorso faticoso, spesso impossibile da conciliare con un lavoro precario o autonomo”.

In sostanza, l’allattamento rischia di diventare un lusso riservato a chi se lo può permettere: non è un caso che le statistiche rilevino che sono le donne di fascia medio-alta quelle che allattano di più. Non solo perchè hanno più garanzie lavorative e maggiori capacità economiche per conciliare gli impegni della maternità.

Ma anche perché, in un momento ad altissima fragilità emotiva, hanno strumenti culturali più solidi per respingere le sirene del mercato, visto che appena ti nasce un figlio, spesso già l’ospedale ti omaggia del kit-biberon della multinazionale di turno, anche se sarebbe vietato dalla legge. A pensar male, questo bonus, sarà un pensiero assai gradito, soprattutto per i colossi del latte in polvere.

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