La vita (e la morte) non sono un film: sono “Mery per sempre”
Nel 1989 il regista sceglie di raccontare il carcere - La struttura si ispira al Malaspina di Palermo, i ragazzi che recitano stanno davvero scontando una pena Ma per quattro di loro l’espiazione non arriverà mai - Pellicole maledette - Risi e i suoi attori non professionisti: dal destino non si può evadere
Sono passati trent’anni da un film senza ritorno, Mery per sempre. 1989, il regista Marco Risi viene da Soldati – 365 all’alba, e dopo la caserma inquadra un’altra istituzione totale, il carcere. Produce sempre Claudio Bonivento, cui andrà il Nastro d’Argento, la fonte è l’omonimo romanzo di Aurelio Grimaldi, anche sceneggiatore con Stefano Rulli e […]
Quest'articolo è riservato agli abbonati Partner
Abbonati a Il Fatto Quotidiano. Facciamo un giornale con un solo padrone: i lettori.
-
Digital
Partner
Sfoglia ogni giorno i contenuti di FQ IN EDICOLA sul tuo pc e sulla nuova app.Incluso nell'abbonamento
- Accedere a tutti gli articoli del quotidiano tramite app e sito
- Accedere all'archivio completo de il Fatto Quotidiano
- Accedere ad uno sconto dedicato a 4 corsi esclusivi della Scuola del Fatto
- Partecipare in diretta alla riunione di redazione ogni giovedì alle 16.00
- Commentare tutti gli articoli del sito
- Navigare senza pubblicità
- Accedere a tutti i programmi di TvLoft
- Sconto del 20% sul nostro shop online
- Tesseramento alla Fondazione il Fatto Quotidiano a € 5,00 (anziché € 20,00)
- Card digitale con accesso ai vantaggi esclusivi delle Partnership