L’aggettivo lo ripete più volte: “La presa di posizione di Massimo Garavaglia è stata strana”. Per la ministra della Salute, la 5Stelle Giulia Grillo, è “strano” che il viceministro all’Economia della Lega si sia opposto alla nomina di un nuovo commissario alla Sanità in Campania al posto del governatore Vincenzo De Luca, spingendo per la fine del commissariamento. Ma lei insiste: “Vado avanti solo per fare l’interesse dei cittadini campani, sulla base di rilievi e procedure esclusivamente tecniche”.

Garavaglia ha posto obiezioni oggettive: da 4 anni la sanità campana è in equilibrio finanziario, e i livelli essenziali di assistenza rispettano gli standard richiesti.
Il 29 marzo, senza alcun preavviso, ho ricevuto una lettera dal ministero dell’Economia che mi chiedeva la nomina dei commissari alla Sanità in Campania e nel Lazio. Ma appena abbiamo dato il via libera ai commissari, Garavaglia ha detto stop. E io chiedo come mai, se i conti erano in equilibrio già anni fa, il commissariamento sia proseguito: evidentemente c’erano ragioni concrete. E ricordo che per interromperlo servono Lea abbondantemente sopra i livelli minimi. La decisione del tavolo tecnico di stasera (ieri, ndr) ci dà ragione.

Perché Garavaglia voleva fermare tutto? Magari perché De Luca pesa nella Conferenza Stato Regioni?
Le ipotesi sono le più varie. Di certo il viceministro aveva un ruolo di punta nella Conferenza che lo porta ad avere rapporti privilegiati con alcuni governatori. Ci pare strano che la Lega difenda De Luca.

Avrete parlato, no?
Lui insisteva sui conti in ordine. Ma noi ci preoccupiamo dei livelli di assistenza. La Campania ha il più alto tasso di mortalità materna e di morti evitabili. Sono stati fatti dei progressi, ma che non possa uscire dal commissariamento lo ha deciso il tavolo tecnico tra Mef e ministero della Salute, non Grillo, Garavaglia o De Luca.

Quindi serve un nuovo commissario.
Io voglio applicare la legge, secondo cui le cariche di governatore e commissario alla Sanità sono incompatibili.

De Luca sostiene che i “5Stelle vogliono oscurare il fatto che in pochi anni abbiamo fatto una rivoluzione nella sanità campana”.
Assolutamente no. Mi dispiace deludere il governatore, ma non è lui l’oggetto dei nostri pensieri. Se pensa di essere sempre al centro del mondo è un suo problema.

E per la Lega il ministero della Salute è un problema? Cioè vuole la sua poltrona?
Io credo che questo ministero faccia gola alla Lega e alla politica in generale, perché ha rapporti con le Regioni e perché gestisce tutta la partita della farmaceutica. E capisco tutte le attenzioni su di me.

Assieme al Carroccio dovreste varare le autonomie. E uno dei rischi è quello di creare sistemi sanitari regionali di serie a e di serie b.
Le Regioni hanno già molte competenze in campo sanitario, e con le autonomie avrebbero anche la gestione del personale. Sono disponibile a concederla, ma lavoro a livello nazionale lavoro per rimuovere i limiti per tutti gli enti regionali, così da ridurre al minimo le differenze. Per questo ho rimosso il tetto di spesa per il personale.

Nel frattempo quota 100 sta svuotando l’Italia di chirurghi. Le associazioni parlano di 1500 professionisti in uscita, lei ha parlato di 600 domande arrivate finora. E sono comunque tantissime.
Sì, sono tante. Ma non è tenendo al lavoro le persone con i compiti più usuranti che si risolve un problema che viene dalle mancate riforme.

Come lo affronterete?
Stiamo lavorando, ma non si risolve da un giorno all’altro.

In Parlamento ha detto che “il vero ministero della Salute risiede in via XX Settembre”, cioè nella sede del Mef. Ma allora lei di cosa si occupa?
Il ministero è stato fortemente ridimensionato, perché è compresso dalle Regioni, e perché ogni atto deve essere bollinato dalla Ragioneria dello Stato. Non ho paura ad ammettere che talvolta mi trovo in grande difficoltà. Ma ho un mio spazio d’azione, e lo utilizzo tutto.

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