Il Tribunale di Roma non potrà far luce sugli oltre 18 mila euro spesi dai vertici della Uil per acquistare una crociera “Costa Atlantica – Terra dei Vichinghi”. E neanche sugli acquisti effettuati nelle boutique Swarovski di Roma. I tesserati del sindacato non sapranno mai se il segretario generale Carmelo Barbagallo e l’ex segretario Luigi Angeletti utilizzavano legittimamente i soldi dei lavoratori, mentre viaggiavano tra i mari del Nord Europa. Perché il processo che vede i più alti dirigenti dell’Unione Italiana dei Lavoratori difendersi dall’accusa di appropriazione indebita è definitivamente morto. Per comprenderne il motivo occorre ritornare al 21 marzo scorso, quando nonostante la sconfitta elettorale del Pd, il governo guidato da Paolo Gentiloni aveva modificato le norme in materia di procedibilità di alcun reati, ad esempio l’appropriazione indebita: l’accusa non può procedere d’ufficio se le presunte vittime non denunciano. Si tratta di un decreto legislativo molto discusso, anche per la vicenda legata al cognato di Matteo Renzi, che insieme ai suoi fratelli era indagato dalla Procura di Firenze anche per appropriazione indebita.

Tra i processi falcidiati dalla legge, anche quello di Umberto Bossi e del figlio Renzo per i fondi della Lega. E ora c’è quello ai vertici della Uil perché, nonostante le sollecitazioni del giudice, che aveva fissato un termine per la presentazione della querela, il sindacato ha preferito non presentarla e il processo è stato quindi dichiarato estinto. Del resto, l’attuale segretario generale, Carmelo Barbagallo, era uno dei principali accusati. Al suo fianco, seduti sul banco degli imputati, ci sono anche l’ex segretario Luigi Angeletti e altri tre esponenti dell’Unione italiana dei lavoratori. Tra gli indagati c’era anche l’ex tesoriere Goffredo Patriarca: scomparso lo scorso anno, era accusato di aver effettuato quattro acquisti per un totale di 7 mila e 76 euro “presso l’esercizio commerciale ‘Swarovski’ di Roma con addebito delle spese su carta di credito intestata alla Uil Trasporti”, si legge nel capo d’imputazione. Per gli altri invece le accuse si riferiscono a vario titolo ad alcuni viaggi. Il 22 marzo 2010, ad esempio, furono spesi 18.456 euro per una crociera “Costa Atlantica – Terra dei Vichinghi”. E ancora il 27 maggio 2011, quando con due bonifici da 8.192 euro fu acquistata la “Crociera Favolosa”. Altri 16.595 euro furono invece spesi nel 2012, per una “crociera nei mari dell’Europa del Nord (Costa Deliziosa)”. “Le crociere (…) avevano lo scopo di consentirci di discutere in maniera approfondita, e per più giorni, di importanti tematiche relative principalmente al blocco dei contratti del pubblico impiego e delle politiche previdenziali”, aveva spiegato Angeletti ai pm il 20 ottobre 2015. “In seguito alle riunioni effettuate a bordo delle navi non sono stati redatti documenti, o resoconti scritti”, si legge però tra gli atti. Poco importa. Il processo ormai è morto. E così la Uil, che non fornisce spiegazioni per la mancata querela, si dice “soddisfatta per il non luogo a procedere”.

di Andrea Ossino

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