Era atteso anche Matteo Renzi, con il padre Tiziano e la mamma Laura Bovoli, a pranzo alla masseria “Buca Due” di Fasano, ma l’allora premier all’ultimo minuto cancellò gli incontri pugliesi per volare a New York alla finale Us Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Era il 12 settembre 2015. Il gruppetto di pugliesi amici di famiglia aveva comunque già avuto modo di incontrarlo, seppur rapidamente, pochi mesi prima, il 17 giugno, a Palazzo Chigi, dove era arrivato per essere ricevuto da Luca Lotti, all’epoca sottosegretario. Alla testa l’organizzatore dell’incontro: Luigi Dagostino, amico e socio dei genitori dell’allora premier, arrestato il 13 giugno per fatture false. Con lui si presenta l’ex pm di Trani e oggi giudice civile a Roma, Antonio Savasta, indagato insieme a Dagostino per intralcio alla giustizia e corruzione oltre a precedenti guai giudiziari. C’è poi Roberto Franzè, fiscalista dell’imprenditore pugliese nonché amico a sua volta dei genitori di Renzi ed ex componente del cda della società di gestione del risparmio di Cassa depositi e prestiti che accettò l’offerta d’acquisto presentata da Dagostino e soci per il teatro comunale di Firenze. Infine l’avvocato Ruggiero Sfrecola, all’epoca legale di alcuni imprenditori legati a Dagostino e indagati per fatture false in un fascicolo di cui titolare era Savasta. Ed è attraverso il telefonino di Sfrecola che gli inquirenti fiorentini trovano i maggiori riscontri degli incontri. È lui, infatti, a rendicontare una conoscente sulle sue frequentazioni romane.

Alle 18.02 del 17 giugno 2015, Sfrecola le scrive di trovarsi a Palazzo Chigi e poi di avere “chiaccherato con Lotti (…) e conosciuto velocemente Matteo Renzi”. Sfrecola scatta anche delle foto. Foto che ora sono nel fascicolo a carico di Dagostino. Ieri il Gip del tribunale del riesame di Firenze si è riservato di decidere sulla scarcerazione ma il procuratore Christine von Borries ha depositato nuovi atti che secondo l’accusa dimostrano il pericolo di reiterazione del reato: Dagostino, in concorso con la moglie Ilaria Niccolai, il commercialista e il consulente, lo scorso 28 maggio ha redatto un falso verbale di assemblea della società Nikila Invest finalizzato a trasferire fondi ad altra azienda riconducibile a Dagostino – la Syntagma – per acquisire villa Banti.

Le indagini sull’imprenditore di Barletta hanno portato all’apertura di nuovi fascicoli. Quello che lo vede indagato insieme al magistrato Savasta è stato trasferito alla procura di Lecce. In quelle pagine sono ricostruiti gli incontri romani avuti dal pm con Lotti il 17 giugno 2015 e una cena il 6 dicembre 2016 alla quale ha partecipato, sempre grazie a Dagostino, per conoscere alcuni membri del Csm, tra cui il vicepresidente Giovanni Legnini. Palazzo Marescialli aveva avviato un procedimento disciplinare nei suoi confronti e, secondo quanto ricostruito, Savasta ha tentato di limitare i danni. Prima ha presentato richiesta di trasferimento da Bari per evitare “possibili incompatibilità ambientali”, poi ha tentato di parlare con Legnini. L’esito? Pessimo, come comunica lui stesso, intercettato, spiegando che alla cena il vicepresidente non ha voluto parlargli e lo ha allontanato bruscamente. Così come inutile si sarebbe rivelato il tentativo di far intervenire Lotti, nonostante i buoni uffici di Dagostino.

L’imprenditore, infatti, aveva una consuetudine con l’ex sottosegretario. Una annotazione della Guardia di Finanza allegata agli atti di Firenze ricostruisce tre incontri avuti da Dagostino a Palazzo Chigi. Quello già detto del 17 giugno, poi un secondo il 17 settembre 2015 e questa volta si presenta insieme a Filippo Caracciolo, assessore all’ambiente della Regione Puglia costretto a dimettersi perché indagato per corruzione e turbativa d’asta, infine un terzo il 23 febbraio 2016.

Tutti annotati nelle agende che Dagostino diligentemente aggiornava. Il 12 settembre 2015, giorno in cui Tiziano Renzi e Laura Bovoli, raggiungono la Puglia perché ospiti dell’ex socio nella sua masseria (poi venduta), Dagostino annota: “10.30 arrivo Tiziano e Laura”, “12.30 Filippo Caracciolo Barletta”, “15 dott Savasta caffè bar Igloo”, “16.50 Sfrecola Ruggiero Savelletri”, “21 cena Tiziano e Laura da Tuccino Polignano”. O il 19 settembre 2015, giorno in cui va a Palazzo Chigi. Scrive Dagostino: “14 partenza per Roma; 16.30 senatore Nicola Latorre piazza Eustachio; 17.15 Andrea Bacci Luigi Carraro Franco Carraro, 18 Luca Lotti Caracciolo Filippo Palazzo Chigi; 20 Andrea Bacci cena Roma e part per Firenze”.

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