C’ è un’intercettazione telefonica riportata nelle carte della grande operazione sullo stadio della Roma che dimostra molte cose. La prima è che il costruttore Luca Parnasi, arrestato ieri insieme all’avvocato vicino al M5s Luca Lanzalone (ai domiciliari) ha finanziato il sindaco di Milano Giuseppe Sala. La seconda cosa è che Luca Parnasi sostiene di avere saputo da un comune amico che Sala era ‘gratissimo’ perché (così avrebbe detto Sala all’amico ma lui smentisce) “se no io non facevo la campagna elettorale”. La terza cosa che dimostra questa intercettazione è che Luca Parnasi riteneva che, grazie ai suoi finanziamenti, si era messo in pole position per fare l’operazione sullo stadio del Milan. La quarta cosa che questa intercettazione dimostra è che è importante lasciare ai giornalisti la possibilità di leggere tutti gli atti e tutti i brogliacci delle intercettazioni. Grazie a questo diritto ancora garantito alla stampa (nonostante i tentativi di riforma dei precedenti governi Pd) i giornalisti possono ancora leggere tutte le carte e scoprire cose che altrimenti l’opinione pubblica mai saprebbe.

La carta che non avremmo mai letto se la riforma Orlando fosse già entrata in vigore è il brogliaccio del 9 gennaio del 2018. Il brigadiere Federico Franzone, ascolta le registrazioni delle videocamere nascoste nell’ufficio di Parnasi e sintetizza così la conversazione: “IMPORTANTE: Luca Parnasi spiega a breve che ci saranno le elezioni e sicuramente dovrà fare degli investimenti politici per finanziamenti per i partiti politici. ‘Ci sono le elezioni. Io spenderò qualche soldo sulle elezioni, che poi con Gianluca vedremo come farlo girare ufficialmente tra i partiti politici eccetera … anche questo è importante, perchè in questo momento noi… ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare. Molto moderato rispetto a quanto facevo in passato che abbiamo speso cifre che manco ve le racconto … però la sostanza è che la mia forza è quella che alzo il telefono e Sala che incontra Roberto Mazzei in vacanza gli dice: «Luca (Parnasi, ndr) mi ha … io sono gratissimo a Luca perché senza Luca, che all’epoca a Milano non esisteva, io non facevo la corsa elettorale’… non so se mi spiego …diventiamo noi quelli che fanno il Milan anche per questo … no voglio dire … però io queste cose ve le devo dire … vi scandalizzo? O vi responsabilizzo?”.

Questa conversazione nell’ordinanza di arresto del Gip Maria Paola Tomaselli è stata elevata a ‘manifesto programmatico’ dell’associazione a delinquere sgominata dai magistrati di Roma.

Però nessuno spiega che il manifesto programmatico viene enunciato da Parnasi con riferimento a una vicenda che riguarda soldi dati al Pd, a Milano, e connessi da chi li ha dati allo stadio del Milan. Vicenda che magari non sarà penalmente rilevante ma che sarebbe stato più elegante non usare come ‘manifesto programmatico’ di un’associazione a delinquere che avrebbe corrotto esponenti M5s a Roma.

C’è poi un’altra stranezza da sottolineare: la conversazione di Parnasi su Sala è stata tagliata in un passaggio fondamentale nella prima nota dei carabinieri, quella del 20 gennaio 2018. I Carabinieri del Nucleo riportano che secondo Parnasi, il sindaco Sala gli era ‘gratissimo’ e che Sala avrebbe detto “perché senza Luca…” ma poi non riportano la fine del discorso del costruttore. I Carabinieri in quella nota ritengono ‘incomprensibile’ la frase finale di Parnasi. Così sparisce nella nota il concetto che Sala avrebbe detto: senza Luca “io non facevo la corsa elettorale”. Poi nell’informativa finale, giurano fonti dei Carabinieri, la frase attribuita a Sala sarebbe ricomparsa integralmente.

Comunque il sindaco Sala al Fatto ha spiegato: “Ho incontrato Luca Parnasi perché aveva ricevuto un incarico da parte del Milan per un’ipotesi di nuovo stadio. Durante l’incontro mi ha esposto l’idea di realizzare il nuovo stadio nello scalo Farini. Ho espresso le mie perplessità su questa ipotesi; posizione che è stata poi ribadita dall’assessore Maran durante un incontro tecnico. Infatti la cosa non ha avuto sviluppi. Per la campagna elettorale il PD Nazionale mi ha in parte finanziato direttamente e in parte ha veicolato alcuni suoi finanziatori.

Tra questi c’era anche la signora Maria Luisa Mangoni, moglie di Sandro Parnasi, per la somma di 50mila euro. Smentisco categoricamente – prosegue Sala – di avere mai detto a qualcuno che ‘senza Parnasi non avrei fatto la campagna elettorale’, per la quale abbiamo raccolto un milione di euro. È quindi una cosa assurda! Il finanziamento è ovviamente avvenuto con modalità tracciabili e nel rispetto delle norme di legge ed è stato inserito, come previsto dalle norme, nel rendiconto già depositato presso la Corte d’Appello e reso pubblico nel settembre 2016, a conclusione della campagna. Conosco Roberto Mazzei. Dopo molto tempo che non lo vedevo l’ho incontrato casualmente durante le vacanze natalizie. In quell’occasione mi ha confermato che Parnasi voleva parlarmi dell’incarico ricevuto dal Milan per il nuovo stadio”.

Roberto Mazzei, sentito dal Fatto, conferma: “Ho incontrato Sala, che è un mio vecchio amico, in Oman a Natale. Sto svolgendo un incarico per Parsitalia, del gruppo Parnasi, e Sala mi ha parlato bene di Luca Parnasi ma non ricordo le frasi che lei mi riporta”.

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