Salvatore Romeo, ex capo della segreteria di Virginia Raggi, è indagato per concorso in abuso d’ufficio. La Procura di Roma ha notificato al funzionario del Campidoglio un invito a comparire: domani sarà interrogato dai magistrati. Nell’atto inviato a Romeo non si specifica con chi abbia commesso il reato tantomeno a quale atto si faccia riferimento. I confini di questa vicenda quindi restano ancora tutti da chiarire.

Il nome di Romeo era già finito sulle cronache per un fascicolo aperto dopo un esposto di Fratelli d’Italia all’indomani di una serie di critiche sulla retribuzione riconosciuta al funzionario quando è stato nominato dal sindaco di Roma capo della segreteria, incarico dal quale si è dimesso nel dicembre scorso.

Salvatore Romeo lavora in Campidoglio dal 1999. A luglio poteva essere chiamato direttamente in quanto già funzionario interno, quando guadagnava intorno ai 40 mila euro l’anno. Invece, prima della nomina a capo della segreteria, c’è stato un periodo di aspettativa. E con il nuovo incarico, la sua retribuzione è arrivata a 120 mila euro lordi l’anno.

Poco dopo però Virginia Raggi ha sottoposto all’Anti-corruzione (Anac) anche la sua nomina avvenuta in base all’artico 90 del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) che riguarda appunto gli uffici alle dirette dipendenze del sindaco. L’Anac, guidata da Raffaele Cantone, in sostanza ha affermato che l’articolo del Tuel applicato per il contratto di Romeo era adatto, ma ha ravvisato “la possibilità, e non l’obbligo, di definire, con criteri di ragionevolezza e buon andamento, la retribuzione”. Come è avvenuto. Alla fine lo stipendio del funzionario è stato abbassato ulteriormente fino ad arrivare – prima delle dimissioni da questo incarico– a 93 mila euro.

Durante l’interrogatorio di domani, i magistrati potrebbero chiedere a Romeo anche della vicenda della polizza sulla vita, rivelata dal Fatto Quotidiano e dall’Espresso. Il 26 gennaio 2016 il funzionario infatti ha indicato l’allora consigliere comunale Raggi come beneficiaria di un’assicurazione sulla vita. In base a questa polizza, in caso di morte di Romeo, l’attuale sindaco di Roma avrebbe potuto incassare 30 mila euro. Ai magistrati, che non ravvisano alcun reato nella polizza, la Raggi ha spiegato di non sapere nulla. Stessa versione di Romeo. Sono “forme di investimento, non eccessivamente rischiose, più o meno remunerative”, ha spiegato ieri intercettato per strada vicino casa dal programma di Rai3 Agorà.

Non ci sarà oggi invece l’interrogatorio di Raffaele Marra, ex braccio destro della Raggi. Il dirigente comunale è finito in galera a dicembre scorso per vicende diverse: secondo l’accusa avrebbe utilizzato 367 mila euro dell’imprenditore Sergio Scarpellini per acquistare una casa a Roma. In cambio avrebbe “messo a disposizione” la propria funzione pubblica.

Marra però ha anche un’altra grana: è infatti indagato per abuso d’ufficio in concorso con Virginia Raggi per la nomina (poi revocata) del fratello Renato a capo del dipartimento Turismo. Ed è solo nell’ambito di questa seconda inchiesta che verrà interrogato nei prossimi giorni. Non si sa ancora la strategia difensiva: se intende avvalersi della facoltà di non rispondere o vuole raccontare la propria versione ai pm.

Quella fornita da Virginia Raggi è già agli atti: il sindaco di Roma è già stata sentita la scorsa settimana. In sostanza ha spiegato di non sapere del “vantaggio patrimoniale” che ci sarebbe stato con la promozione di Renato Marra (ossia 20 mila euro lordi l’anno in più rispetto al precedente incarico). Si è riservata di depositare una memoria difensiva, mentre si attende la versione del suo ex braccio destro.

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