Litfiba sul palco. Pelù parla del duce e poi grida: “Palestina libera”. E fa appello per Thiago e Saif della Flotilla
Decisamente esplicito e senza “non detti”, Piero Pelù. Durante l’esibizione dei Litfiba, in formazione anni ’80 (la band ha riproposto il successo immortale “Tex”), il frontman ha inframezzato le canzoni a brevissimi monologhi. Due in particolare, sul duce e sulla Palestina, non sono passati inosservati. “Benito Mussolini fu sanguinario, fu un dittatore che con i suoi criminali alleati provocò una guerra da 80 mln di morti. Ma fece anche qualcosa di nuovo? Di sicuro no le leggi razziali. Nel 1945 con l’Italia devastata dal fascismo e dalla guerra il duce degli italiani mentre scappava travestito da soldato tedesco fu scoperto dai partigiani e fucilato. Benito Mussolini è un morto sul lavoro ma è un morto sanguinario e traditore”. Poi la netta presa di posizione sulla Palestina: “Nelle Americhe il genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia il genocidio degli armeni, nei campi di sterminio il genocidio degli ebrei, dei rom, dei gay e degli oppositori. In Palestina il genocidio del popolo palestinese, sotto i nostri occhi in tempo reale. Contro ogni colonialismo per il rispetto del diritto internazionale teniamo gli occhi puntati su Gaza, sulle ong umanitarie impegnate e sulla Global Flotilla. Liberate Saif e Thiago. Palestina Libera”. Al termine dell’esibizione, Pelù ha chiuso la sua performance con un ultimo grido: “Fanculo i colonialismi. Palestina libera“.