Il mondo FQ

Sanremo 2026, vince Sal Da Vinci con “Per sempre sì”. Carlo Conti incorona Stefano De Martino nuovo conduttore e direttore artistico. Il racconto della Finale

Sanremo 2026, vince Sal Da Vinci con “Per sempre sì”. Carlo Conti incorona Stefano De Martino nuovo conduttore e direttore artistico. Il racconto della Finale
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Al Festival di Sanremo 2026 vince Sal Da Vinci con “Per sempre sì”

Sal Da Vinci con “Per sempre sì” vince il Festival di Sanremo 2026. Al quinto posto Fedez & Masini con “Male necessario”, al quarto posto Arisa con “Magica Favola”, al terzo posto Ditonellapiaga con “Che fastidio!” (la platea ha fischiato questo piazzamento), mentre al secondo posto si piazza Sayf. 

Momenti chiave

    • 02:13

      Al Festival di Sanremo 2026 vince Sal Da Vinci con “Per sempre sì”

      Sal Da Vinci con “Per sempre sì” vince il Festival di Sanremo 2026. Al quinto posto Fedez & Masini con “Male necessario”, al quarto posto Arisa con “Magica Favola”, al terzo posto Ditonellapiaga con “Che fastidio!” (la platea ha fischiato questo piazzamento), mentre al secondo posto si piazza Sayf. 

    • 02:05

      Tutti i premi del Festival di Sanremo: a Fulminacci il Premio della Critica Mia Martini

      A vincere il premio della critica Mia Martini, assegnato dalla Sala Stampa Roof dell’Ariston, è Fulminacci con “Stupida sfortuna”. Il premio sala stampa Lucio Dalla va invece a Serena Brancale con “Qui con me”. L’artista pugliese vince anche il premio Tim. Fedez e Masini con il brano “Male necessario” portano a casa il premo Sergio Bardotti per il miglior testo. Il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale va a Ditonellapiaga con “Che fastidio!”.

    • 02:00

      ll medley di Laura Pausini fa cantare l’Ariston

      Prima di decretare il vincitore del Festival, tocca a Laura Pausini far cantare con un medley di alcuni suoi successi. L’artista romagnola intona quindi “In assenza di te”, “Incancellabile” e “Invece no”.

    • 01:48

      Serena Brancale sia fuori dalla cinquina finale. Fischi dalla platea

      La platea del teatro Ariston non gradisce che Serena Brancale sia fuori dalla cinquina finale del 76mo festival di Sanremo, e all’annuncio di Carlo Conti partono dei fischi.

    • 01:41

      Top 5 con Sayf, Arisa, Ditonellapiaga, Sal Da Vinci e Fedez con Masini.

      I cinque artisti che si giocano la vittoria di Sanremo 2026 sono dunque:

      Fedez & Marco Masini – Male necessario
      Arisa – Magica favola
      Ditonellapiaga – Che fastidio!
      Sal Da Vinci – Per sempre sì
      Sayf – Tu mi piaci tanto

      La classifica finale sarà stilata in base alle preferenze di Sala stampa tv e web (33%), giuria delle radio (33%) e televoto (34%), con un solo voto per utenza.

      Ecco la graduatoria di Sanremo 2026 dalla sesta alla trentesima posizione:

       6.⁠ ⁠Nayt – Prima che
       7.⁠ ⁠Fulminacci – Stupida sfortuna
       8.⁠ ⁠Ermal Meta – Stella stellina
       9.⁠ ⁠Serena Brancale – Qui con me
      10.⁠ ⁠Tommaso Paradiso – I romantici
      11.⁠ ⁠LDA & Aka7even – Poesie clandestine
      12.⁠ ⁠Luchè – Labirinto
      13.⁠ ⁠Bambole di Pezza – Resta con me
      14.⁠ ⁠Levante – Sei tu
      15.⁠ ⁠J-Ax – Italia Starter Pack
      16.⁠ ⁠Tredici Pietro – Uomo che cade
      17.⁠ ⁠Samurai Jay – Ossessione
      18.⁠ ⁠Raf – Ora e per sempre
      19.⁠ ⁠Malika Ayane – Animali notturni
      20.⁠ ⁠Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
      21.⁠ ⁠Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
      22.⁠ ⁠Michele Bravi – Prima o poi
      23.⁠ ⁠Francesco Renga – Il meglio di me
      24.⁠ ⁠Patty Pravo – Opera
      25.⁠ ⁠Chiello – Ti penso sempre
      26.⁠ ⁠Elettra Lamborghini – Voilà
      27.⁠ ⁠Dargen D’Amico – AI AI
      28.⁠ ⁠Leo Gassmann – Naturale
      29.⁠ ⁠Mara Sattei – Le cose che non sai di me
      30.⁠ ⁠Eddie Brock – Avvoltoi

    • 01:31

      Maria Antonietta e Colombre: “Felicità e pace un lavoro collettivo, siamo tutti responsabili”

      Torna Nino Frassica e si va avanti con Enrico Nigiotti, in gara con “Ogni volta che non so volare”. Di seguito Maria Antonietta e Colombre con “La felicità e basta”. “Crediamo che la felicità e la pace siano un lavoro collettivo. Siamo tutti quanti responsabili, possiamo fare la differenza”, le loro parole post esibizione. L’ultimo concorrente a esibirsi è Eddie Brock con “Avvoltoi”, lanciato dal direttore di palco. “Volevo ringraziare per l’opportunità e per l’amore che mi state dando. Canto per la gente e sono contento”.

    • 01:17

      Dargen D’Amico: “Ho i piedi sporchi e la coscienza pulita”, Tredici Pietro: “Sanremo ti cambia la vita”

      Torna la gara e tocca a Tredici Pietro con la sua “Uomo che cade”. “Per me Sanremo è stata un’occasione unica, la prima volta, spero non l’ultima. Queste esperienze ti cambiano la vita”, le parole del rapper bolognese. Subito dopo Mara Sattei con “Le cose che non sai di me” e Dargen D’Amico, che scende scalzo dalle scale dell’Ariston, con “Ai Ai”. “C’è un piccolo problema, ho pestato del liquido zuccherino e non vorrei sporcare il palco. Ho i piedi sporchi, ma la coscienza pulita”, dichiara il rapper dopo l’esibizione.

    • 01:06

      Gino Cecchettin sensibilizza contro la violenza sulle donne: “Scambiamo il controllo con l’amore, la responsabilità non è mai di chi subisce una violenza”

      “C’è un dato gravissimo che ci racconta un fenomeno troppo diffuso. Ci sono oltre 100 femminicidi l’anno. Una donna ogni 3 giorni viene uccisa”, spiga Cardinaletti. “Sono figlie, sorelle, madri, amiche”, aggiunge Pausini. “Quelli che appariranno adesso sono i loro nomi, quelli delle donne uccise dal 2023 a oggi”, conclude Conti. All’Ariston, cala il silenzio. Sul ledwall compaiono nomi di donne vittime di femminicidio, uno dopo l’altro. Fino a invadere tutto lo schermo. Sale sul palco Gino Cecchettin, padre di Giulia, uccisa nel 2023 dal suo ex fidanzato Filippo Turetta, ora condannato all’ergastolo. “Come si può affrontare un dolore così grande?”, la domanda di Conti. “È un dolore che si vive nell’intimità, che impari a conoscere nel profondo, che ti accompagna tutti i giorni e che sai che fino all’ultimo dei tuoi giorni sarà con te. Allora è una scelta, o annichilirti o chiuderti oppure provare a trasformarlo. E io ho deciso questa seconda strada. Prendendo ispirazione proprio da Giulia, che aveva un animo altruista, un occhio di riguardo per le persone più fragili. Creando la fondazione, ho pensato che se anche una famiglia può risparmiare quel dolore che io ho vissuto, allora forse vale la pena di provarci”, risponde Cecchettin.

      “Come si riconosce la violenza?”, chiede Pausini. “Si riconosce perché avviene prima, inizia molto prima di quello che pensiamo. Quando scambiamo il controllo con l’amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione, quando non educhiamo al rispetto e quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute sessiste, quando usiamo violenza nelle nostre parole. C’è una cultura che per tanto tempo ha giustificato, ha ignorato questo problema. Noi dobbiamo cambiarla, altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime. Per cambiare quella cultura bisogna fare educazione, bisogna educare al rispetto, educare i bambini a riconoscere le emozioni, a gestirle, i ragazzi ad accettare un rifiuto. È necessario insegnare agli adulti che non bisogna avere paura della libertà di una donna e bisogna dire loro che un no è un no”. Mentre parla, Cecchettin si commuove: “Ho visto il nome di Giulia e mi sono emozionato”. Poi gli viene chiesto un messaggio per le donne: “Vorrei dire loro che non sono sole e che la loro libertà non è negoziabile. La responsabilità non è mai di chi subisce una violenza. Chiedere rispetto non è chiedere troppo, è il minimo.

      Però vorrei dire qualcosa anche agli uomini. Stiamo facendo la guerra a un maschilismo tossico che ci sta minando la vita. L’amore è una cosa che non urla, non ferisce, non fa male, ma lascia spazio, lascia libera la vita”.

    • 00:44

      Michele Bravi: “Io mi sento a disagio a stare qui”

      “Io mi sento a disagio a stare qui con quello che sta succedendo nel mondo, mentre noi abbiamo il lusso di stare qui in uno dei palchi più importanti del mondo”. Lo dice Michele Bravi al termine della sua esibizione sul palco dell’Ariston.