Moda e Stile
La camera ardente di Valentino Garavani a Roma | Il compagno Bruce Hoeksema: “Sono devastato”. A rendergli omaggio anche i suoi amati carlini
Momenti chiave
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16:02
“Sono venuta dal Giappone apposta per lavorare con lui”: il racconto di una sua dipendente
Una dipendente giapponese, Yukie Yoko, è venuta a rendere l’ultimo omaggio a Valentino Garavani. La donna ha raccontato come ha ottenuto il posto, più di venti anni fa: “Aspettando qui all’ingresso ho chiesto di poter lavorare qui. Dopo una settimana mi ha richiamato non lui direttamente, ma la sua segretaria, e mi ha detto di venire. Se sono venuta dal Giappone per lavorare specificamente con Valentino? Sì”. Il valore universale di Valentino viene riconosciuto anche da una donna messicana, che pur non avendo nessun rapporto con diretto con lo stilista, ha voluto essere tra le primissime, all’apertura della camera ardente, a rendere l’ultimo omaggio all’artista: “Lui era la bellezza, la bellezza che manca”, dice la donna, per la quale ‘da messicana posso dire che Valentino non era italiano, era di tutto il mondo. Era universale”
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15:45
Il ministro Giuli: “La sua storia di successo resterà nel tempo”
“La sua storia di successo, la sua grandezza artistica, perché di un artista stiamo parlando, resterà – le parole del ministro della Cultura, Alessandro Giuli -. Una figura di questa eccezionalità come Valentino resta nella storia dello stile italiano, della qualità, dell’eccellenza, della creatività italiana. Quindi appunto un momento non bello, naturalmente, ma che ci consente di riflettere sull’enorme qualità che il genio italiano ha saputo esprimere con questa fondazione”. E ancora: “Il messaggio che ci lascia Valentino è quello che la creatività italiana è qualcosa di unico e noi abbiamo il dovere di renderlo possibile, di renderlo praticabile alle persone più giovani. Siamo pieni di nuovi talenti che aspettano di trovare la possibilità di esprimersi. Questa fondazione ha questa missione e la storia di Valentino insegna che è possibile”.
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14:33
Giammetti: “Valentino era un ragazzo sognatore”
“C’è una frase che lui ha detto ed è stampata qui mentre si sale: ‘I love beauty. That’s not my fault – Amo la bellezza. Non è colpa mia’. Credo che questo sia la parola più giusta per ricordarlo”. Così quello che per molti anni è stato il compagno e socio di Valentino Garavani, Giancarlo Giammetti, uscendo dalla camera ardente dello stilista allestito nella fondazione PM23 a Roma. “Qual è l’eredità morale che lascia Valentino? Credo che la cosa più importante che lo ha guidato, e che sicuramente vorrebbe lasciare alle nuove generazioni, è la voglia di bellezza, il gusto, bellezza. La bellezza crea bellezza, cultura. Questo è il grande lascito di Valentino”, ha detto Giammetti, che ha quindi specificato: “Ha sempre amato Roma ed è sempre voluto restare a Roma. È qua con noi e abbraccia Roma anche lui. Perché Roma? Abbiamo cominciato qui dentro, in questo palazzo. Ha rappresentato la vita, un nido dove noi siamo cresciuti, abbiamo spiccato il volo, ma tornavamo sempre qui. Cosa mi ha colpito? L’amore della gente, non mi aspettavo tanto amore e tante cose che stanno succedendo intorno. Mi aspettavo i giornali, perché sapevo chi era Valentino, ma non mi aspettavo l’affetto. L’ex compagno si lascia quindi andare a un ricordo personale: “Chi era Valentino nella vita privata? Non erano solo i vestiti. Era una persona estremamente professionale. Nel suo lavoro era puntiglioso, voleva fare otto disegni in un’ora, lo faceva e pretendeva che tutti fossero come lui. Nella vita privata era un ragazzo sognatore. L’ho conosciuto a 26 anni, era ancora giovane abbastanza per fare i sogni e abbiamo cercato di farglielo fare fino all’ultimo”. “Oggi finisce un’era? Non esageriamo. Ci sono tanti nuovi talenti e spero soltanto che si ispirino a quello che Valentino ha voluto dire: rendere una donna più bella e non ridicolizzarla, diventare un manichino delle frustrazioni di un disegnatore”, ha concluso Giammetti.
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13:55
Il compagno Bruce Hoeksema lascia la camera ardente: “Sono devastato”
Vernon Bruce Hoeksema ha lasciato la camera ardente di Valentino Garavani in piazza Mignanelli, a Roma, portando via i due carlini dello stilista. Bruce Hoeksema, per anni compagno di Valentino, entrando in auto ha detto solo di essere “devastato“.
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13:07
La “sincera commozione” di Pier Silvio Berlusconi e i messaggi di Prada e Dolce e Gabbana nei necrologi
“Pier Silvio Berlusconi partecipa con sincera commozione al lutto per la scomparsa di Valentino, straordinario interprete dell’eleganza italiana, ammirato e riconosciuto in tutto il mondo”; è il necrologio pubblicato oggi sul Corriere della sera in memoria di Valentino Garavani. Nel giorno dell’apertura della camera ardente, tanti i necrologi sul quotidiano milanese, per l’ultimo saluto all’ultimo dei couturier, da Prada a Dolce e Gabbana, da Armani a Ferragamo. E poi tanti altri come Lavinia Biagiotti, Alberta Ferretti, Lella Curiel, Ermanno Scervino.
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13:03
Eleonora Abbagnato: “Si ricordava tutto di me, mi ha dato tanto affetto”
“Si ricordava tutto, dai miei 19 anni ad oggi. Una testa veramente incredibile. Cosa ricordo di lui? L’affetto che mi ha dato, non solo il rispetto che avevo nei suoi confronti. Ero onorata di conoscerlo“. Così la direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato, in uscita dalla camera ardente di Valentino. “Se ha dato supporto alla mia carriera? Tantissimo, perché la moda è sempre stata legata alla danza, agli artisti, quindi è uno dei grandi che veramente mancherà. Era un amante dell’arte e della cultura e rispettava tantissimo gli artisti”, sottolinea ancora l’ex ballerina, che poi conclude: “Una sua grande qualità? L’affetto, ti faceva sentire come una famiglia”.
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13:02
Tra i presenti anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri
Il sindaco della capitale, Roberto Gualtieri, è arrivato alla camera ardente di Valentino Garavani in piazza Mignanelli a Roma, dove ha sede la fondazione dello stilista. “Ha incarnato Roma. La sua bellezza l’ha trasformata in creazioni di alta moda straordinaria che hanno contribuito a definire la nostra definizione di eleganza e di gusto in tutti il mondo, perché ha portato la bellezza di Roma e il suo gusto in tutto il mondo, quindi è stato un grande testimone di Roma. Roma gli è grata, ha dato tantissimo alla nostra città “, ha commentato. “Resterà per sempre una figura fondamentale per la nostra città”, continua Gualtieri per poi affermare che “abbiamo il dovere di ricordarlo e onorarlo come merita”.