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Giampiero Calapà Giampiero Calapà

Giampiero Calapà

Giornalista

Vice caposervizio (fino all’aprile 2016 al Politico, poi alle Cronache italiane) de il Fatto Quotidiano. Classe 1982. Ho lavorato per La Stampail Tirrenoil Riformista e il Corriere Fiorentino, prima di ricevere la chiamata del direttore Antonio Padellaro nell’aprile 2009 e approdare al Fatto Quotidiano fin dalla sua fondazione, per un breve periodo come corrispondente da Firenze e poi in redazione a Roma, dove ho lavorato al Politico, agli Esteri, di nuovo al Politico per quattro anni e, attualmente, alle Cronache italiane.

Ho scritto i libri Mafia Capitale (la Nuova frontiera, 2015) e, con Alfonso Sabella, Capitale Infetta (Rizzoli, 2016).

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Ecco il volto del “padrino” dell’Arenella-Acquasanta Stefano Fidanzati, tanto in ascesa da avere ambizioni di ristrutturare la Cupola crollata il 15 gennaio 1993, giorno della cattura di Totò Riina. Del boss palermitano, classe 1948, delle cui immagini si era persa ogni traccia, il Fatto è in grado oggi di pubblicare: la fotografia segnaletica dell’ultimo arresto, […]
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“Ipilastri della Seconda Repubblica sono costruiti nel sangue delle stragi del 1992 e 1993: è accertato”. Brinda l’avvocato Antonio Ingroia, l’ex pm del processo durato cinque anni: “La trattativa tra Stato e Cosa nostra non è più presunta”. Dell’Utri era il tramite, secondo la sentenza, tra i boss e il primo governo Berlusconi. Si scrive […]
Italia - 1 aprile 2018

Scontro fra Roma e Parigi: “Non entrate più in Italia”

La caccia a migranti e Ong si sposta dal Mediterraneo alle Alpi e questa volta governo e politica nostrani condannano “l’incursione” delle forze dell’ordine ma solo perché non sono italiane (o libiche), non per solidarietà (fatta salva qualche rara eccezione), quindi, ma per nazionalismo patriottico che oggi va tanto di moda anche quando si vota. […]
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C’è un piccolo stadio da rugby a Catania, inerpicato nella parte alta del quartiere Librino, il cui manto erboso sembra più quello di un campo di patate, purtroppo. Ma non basta certo a fermare la determinazione e la voglia di giocare con la palla ovale dei 250, tra bambini e ragazzi, che indossano le divise […]
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