“Centinaia” di attivisti di Extinction Rebellion sono entrati ieri – venerdì 6 novembre – nel cantiere di un Data center in costruzione ad Amsterdam, che aveva già attratto forti proteste la scorsa estate. Lo riferisce Tom Olthof, il cronista inviato sul posto dal quotidiano olandese Telegraaf. Secondo il giornalista, molti manifestanti erano mascherati con passamontagna e kefiah e intonavano slogan a favore di Hamas come “Gloria ai martiri”. I dimostranti hanno tagliato con tronchesi le barriere e spintonato. Ieri era prevista una giornata di mobilitazione in tutta Europa contro i Data center, nel mirino degli ecologisti per i loro enormi consumi idrici ed energetici.
Secondo il cronista, che ha diffuso diversi video dell’azione, le unità mobili della polizia avevano circondato i dimostranti per poi lasciarli andare all’improvviso. Gli attivisti, a quel punto, hanno aperto la recinzione in modo coordinato, poi hanno occupato il terreno del cantiere e hanno appeso delle lenzuola con scritte contro Microsoft, committente del Data center, riporta ancora Olthof, mentre dall’altra parte della strada c’era una manifestazione di sostegno agli attivisti.
Successivamente la polizia olandese è intervenuta per sgomberare i centinaia di attivisti entrati nel cantiere. La protesta ha riunito ambientalisti, tra cui membri di Extinction Rebellion, e manifestanti filopalestinesi. I primi contestavano il consumo di elettricità dell’impianto, i secondi accusavano Microsoft di contribuire, attraverso i suoi rapporti commerciali con l’esercito israeliano, alla sorveglianza e alla repressione dei palestinesi. Gli attivisti hanno scavalcato la recinzione con le scale e aperto varchi nella rete. Alcuni sono saliti su una gru e sulle impalcature, dove hanno esposto uno striscione con la scritta “Abbasso i centri dati, al diavolo l’intelligenza artificiale“.
Intorno a mezzogiorno poi la sindaca Femke Halsema ha vietato la manifestazione. Durante gli scontri gli agenti antisommossa hanno usato manganelli e spray al peperoncino. Il collettivo Geef Tegengas, che ha organizzato la protesta, ha chiesto di fermare la costruzione delle tre torri destinate a ospitare i server. Secondo le sue stime, una volta in funzione il centro consumerà tanta elettricità quanta ne consumano tutte le famiglie di Amsterdam messe insieme. Vicino al cantiere, l’organizzazione ambientalista Fossielvrij Nederland ha tenuto un presidio separato, nell’ambito di due giornate di mobilitazione in diversi Paesi europei per chiedere un freno all’espansione dei centri dati.