“Questo è solo l’inizio. Presto faremo esplodere i vostri aerei, navi e treni”: la mail che rivendica i falsi allarmi bomba
“Questo è solo l’inizio“. In una mail inviata a diversi organi di informazione arriva una presunta rivendicazione dei falsi allarmi bomba che hanno creato il caos nei cieli europei con decine di voli passeggeri coinvolti negli ultimi giorni. Un messaggio, riportato dal Financial Times, la cui autenticità e provenienza però non sono ancora state accertate. Lo scrivente si presenta come “uno dei leader del gruppo responsabile” delle azioni e rivendica la serie di minacce di attentati che negli ultimi giorni hanno provocato disagi, l’intervento dei caccia militari e numerose deviazioni del traffico aereo in tutta Europa.
Una mail, indirizzata a 18 media, che contiene anche nuove e inquietanti minacce: “Quello che è successo questa settimana è soltanto una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro. Molto presto faremo esplodere i vostri aerei, le navi da crociera, le stazioni della metropolitano e i treni”, si legge nel testo aggiungendo che “in questo momento stiamo preparando una nuova ondata di attacchi”.
Le email inviate alle emittenti televisive europee sono firmate con il nome “Mikhail Andropov“. Lo riferisce Reuters online osservando che il cognome utilizzato coincide con quello di Yuri Andropov, ex segretario generale del Partito comunista sovietico, mentre l’oggetto delle email richiama il titolo di una sua biografia, “New Challenge to the West“. Non è chiaro se si tratti di un indizio di un coinvolgimento russo o di un tentativo di indirizzare i sospetti verso Mosca. L’identità dell’autore come l’autenticità della rivendicazione non sono state verificate.
Che dietro i falsi allarmi bomba – che arrivano quasi in contemporanea agli attacchi hacker ai supermercati – possano avere un coordinamento unico, è una delle piste che gli esperti ipotizzano. Nei vari Stati sono in corso le indagini per ricostruire autori e matrice delle minacce: per questo sono stati attivati i canali di cooperazione internazionale per individuare i server da cui sono transitate le mail che annunciavano le bombe e gli indirizzi Ip per risalire ai responsabili. Per comprendere la credibilità e autenticità del messaggio di rivendicazione serviranno ancora numerosi approfondimenti. Come sulle mail arrivate giovedì mattina ad Aeroporti di Roma che segnalavano la presenza di ordigni su due voli in arrivo nella Capitale. Messaggi firmati dal sedicente gruppo “Combattenti dello Stato maschile”.
Una sigla che, per molti, era un rimando al movimento ultranazionalista e misogino russo “Muzhskoye Gosudarstvo”, noto come Male State, cioè Stato maschile, appunto. Mentre gli inquirenti non escludono che questo riferimenti possa essere un tentativo di depistare le indagini, un account su Telegram collegato al gruppo ha risposto al servizio russo della Bbc negando di essere coinvolti nell’invio delle email: “Quale Male State? Dove l’avete visto? Non esiste più da molti anni”, si legge nel messaggio pubblicato sul canale.