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“Combattenti dello Stato maschile”, la firma in calce ai falsi allarmi bomba: ecco il gruppo russo razzista e misogino che odia le donne

Secondo gli inquirenti è una falsa sigla per depistare le indagini: ignoto il mittente delle mail terroristiche. Ma il movimento di estrema destra esiste davvero ed è stato bandito da Mosca
“Combattenti dello Stato maschile”, la firma in calce ai falsi allarmi bomba: ecco il gruppo russo razzista e misogino che odia le donne
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“Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre”. La frase è nella mail firmata dai “Combattenti dello Stato maschile”, arrivata agli aeroporti italiani, che annunciava esplosioni entro sessanta minuti. La sigla rimanda al movimento ultranazionalista e misogino russo “Muzhskoye Gosudarstvo”, noto come Male State, cioè Stato maschile, appunto. Nessun indizio sull’autenticità del mittente. Anzi, per gli inquirenti potrebbe è sigla per depistare le indagini. La provenienza dell’email riconduce a un server straniero anonimo e crittografato, di quelli che cancellano in automatico i dati del mittente. Tradotto: gli autori del falso allarme sono difficilmente rintracciabili, anche dagli esperti cyber-investigatori. Una tecnica chiamata swatting, utilizzata da anni soprattutto da hacker e cyber-terroristi.

Martedì, un’email con un falso allarme bomba arrivata ad Aeroporti di Roma era firmato da tali “Militanti della provincia di Nevyansk”. Mentre all’indirizzo delle scuole, i finti alert per minacciare ordigni esplosivi erano rivendicati dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i Pasdaran), ma anche dal ministero dell’Istruzione egiziano. Anche il movimento dei “Combattenti dello Stato maschile” esiste realmente.

Il gruppo nasce nel 2016 su VKontakte, il Facebook russo, per iniziativa del bodybuilder Vladislav Pozdnyakov. Su Wikipedia, la pagina italiana dedicata al movimento risulta “cancellata o spostata recentemente (nelle ultime 24 ore)”. Il timbro, in ogni caso, è misogino, razzista, omofobo, fondato su un’ideologia descritta come “patriarcato nazionale”. Non nascondono l’ostilità per le donne russe legate a uomini stranieri, soprattutto se non bianchi. Per queste ragioni, nel 2021, un tribunale russo ha dichiarato il movimento un’organizzazione estremista, vietandone le attività sul territorio nazionale. Nonostante la sentenza, il gruppo è rimasto attivo su Telegram e su forum privati.

La figura di spicco è il suo fondatore Pozdnyakov, classe 1991, blogger e personal trainer con fisico da culturista costantemente esibito sui social. E una condanna alle spalle, nel 2018, per istigazione all’odio contro le donne. Due anni fa Pozdnyakov ha diffuso la notizia della sua uccisione a Komodo, in Indonesia, per poi ammettere che si trattava di una messinscena per dare ai follower una scarica di dopamina. “Pretendete guerre, attentati, shock, e io ve li do”, si è vantato.

I Combattenti dello Stato maschile si sono inoltre espressi a favore della guerra in Ucraina. Un’inchiesta del sito Bellingcat ha messo in luce post antisemiti e inviti a giustiziare i leader ucraini presenti nei canali del gruppo. Fu Pozdnyakov a diffondere per primo il video della decapitazione di un prigioniero ucraino. Più in generale, Male State si inserisce nella galassia della “manosfera”, una rete di influencer e comunità online che promuove la supremazia maschile e ideologie di estrema destra. Lo stesso Pozdnyakov è stato soprannominato “l’Andrew Tate russo”, dal nome dell’influencer anglo-americano, condannato per traffico di esseri umani, che ha accumulato miliardi di visualizzazioni con tesi sul dominio maschile e la sottomissione femminile.

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