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Ultimo aggiornamento: 22:16

Libertà di stampa, l’allarme del Consiglio d’Europa: “Il giornalismo è sotto attacco”. La relatrice Grippo: “Entro pochi anni potrebbe morire”

La risoluzione approvata all’unanimità denuncia cinque minacce al pluralismo e all’indipendenza dei media: dalla concentrazione della proprietà alle ingerenze politiche, fino all’intelligenza artificiale
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Una fotografia del mondo del giornalismo allarmante e preoccupante. È quella scattata dal Consiglio d’Europa che, lo scorso 30 settembre, ha votato all’unanimità la risoluzione dal titolo “Minacce crescenti al pluralismo e all’indipendenza dei media.” Il rapporto, presentato alla Camera dalla deputata di Azione e relatrice generale dell’Assemblea per la libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti Valentina Grippo, racconta di un mondo della stampa sempre più sotto attacco.

“Oggi solo il 25% della popolazione mondiale ha accesso all’informazione – dice Grippo -, dobbiamo fare qualcosa non solo per difendere i cronisti, ma anche per difendere la democrazia“. Secondo la relazione, frutto di due anni di analisi e audizioni, sono cinque le aggressioni che l’informazione subisce: il deserto informativo, intere aree dove non è più presente un giornale locale, l’accentramento nella proprietà dei media, l’ingerenza, diretta o indiretta, della politica, l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale e ultimo la sicurezza fisica e morale del giornalista.

“Il problema della nostra categoria è anche quello di chi fa inchiesta oggi – dichiara Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio -. Noi abbiamo 30 professionisti che vivono sotto scorta e solo nell’ultimo anno ci sono stati 750 colleghi minacciati in tutta Italia”. Una delle richieste avanzate agli Stati membri è quella di creare un database europeo sulla proprietà dei media: “Deve avere accesso pubblico, gratuito e aperto – conclude Grippo -. Ci devono essere i titolari effettivi e non dei prestanome, ci deve essere tutto l’assetto societario e deve riguardare tutti i 46 Paesi del Consiglio d’Europa.”

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