“Quella ferità non si chiuderà mai. Il ritorno in azzurro allevia un po’ il dolore per quello che ho vissuto, ma l’incubo resta”: così Signori
“È un debutto diverso, ma per certi versi molto più emozionante: sono carico di entusiasmo, sento una grande responsabilità”. Tra una settimana – il 23 novembre – per Beppe Signori sarà il giorno di un nuovo esordio: quello da capo delegazione della nazionale italiana under 20, contro il Portogallo. “Sempre azzurro è! Prima difendevo questi colori in campo, ora lo farò dietro le quinte. Ma l’obiettivo e la passione restano uguali. Vorrei responsabilizzare questi ragazzi, fargli capire l’importanza di questa maglia, l’orgoglio di rappresentare la propria nazione. I giovani oggi sono abituati ad avere tutto, noi ci dovevamo conquistare ogni cosa”, ha raccontato Signori nel corso di un’intervista a Il Resto del Carlino.
Un nuovo inizio dopo l’incubo dell’1 giugno 2011, quando l’ex attaccante fu arrestato e posto ai domiciliari nell’indagine della Procura di Cremona. Dopo quasi dieci anni, nel febbraio 2021, fu assolto dal Tribunale di Piacenza dall’accusa di aver contribuito ad alterare il risultato della partita Piacenza–Padova del 2010 “perché il fatto non sussiste”. “Quella ferita non si chiuderà mai. Diciamo che il mio ritorno in azzurro allevia un po’ il dolore per quello che ho dovuto vivere. Ma l’incubo ti resta addosso sempre: sono stati anni difficili da gestire, da padre ancora di più. Devo ringraziare Malagò che mi sta facendo ripartire dove avevo lasciato: ha avuto fiducia in me. Ritorno nel mondo che mi ha regalato tante emozioni, vittorie e anche confitte, certo: ma è il mondo che mi appartiene”. Ora questo nuovo inizio con la chiamata di Giovanni Malagò: chiamata di cui Signori è stato da subito entusiasta. “Mai pensato di rifiutare, era una grande opportunità, l’aspettavo da tanto. Sarei stato uno stupido se avessi rifiutato per orgoglio o per rabbia verso quello che ho subito. Ho chiamato subito mia moglie Tina per dirglielo. Lei ha vissuto tutto l’inferno con me”.
Nella nuova under 20 c’è adesso dunque una figura di riferimento di grande spicco qual è l’ex attaccante del Bologna, che ha già fissato le prime regole: “Meno telefono c’è, meglio è. Ci saranno momenti in cui si potranno usare i cellulari, ma nello spogliatoio vanno spenti. E poi – scusate – ma se sei in ritiro, la fidanzata lo sa: due-tre ore senza sentirsi si sopravvive (ride, ndr)”, ha raccontato Signori. A Malagò non ha mai pensato di dire no, ma qualcuno in carriera, in realtà, Signori l’ha detto: “Uno su tutti, al Milan di Berlusconi. Andai in via Turati da Galliani, c’era anche Braida…era tutto apparecchiato, ma non mi sentivo maturo per un’esperienza così e rimasi al Foggia. Penso ancora oggi sia stata la scelta giusta”.