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Il premio Oscar "Mentre stiamo parlando, nel mio villaggio a Masafer Yatta i bulldozer israeliani stanno distruggendo e demolendo case. Tutto questo possibile grazie all'impunità garantita a Israele dai governi occidentali, compreso quello italiano"
“Mi stupisco che a Masafer Yatta (un insieme di villaggi palestinesi nella Cisgiordania meridionale, nel governatorato di Hebron, ndr) ci siano ancora persone che riescono a sopravvivere. Mentre stiamo parlando, i bulldozer israeliani stanno distruggendo e demolendo case, ripari, strade, serbatoi d’acqua, pozzi, condutture idriche e pannelli solari. Prendono di mira tutto ciò che è essenziale per la vita delle persone palestinesi”. A denunciarlo ai microfoni del Fattoquotidiano.it è stato il regista, giornalista e attivista Basel Adra – che ha vinto il Premio Oscar 2025 nella categoria ‘Miglior documentario’ con il film “No Other Land” – nel corso del convegno “Dall’economia di occupazione all’economia di liberazione”, organizzato a Roma da Oxfam e dalle 20 organizzazioni promotrici della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”.
“Confiscano veicoli e trattori per impedire gli spostamenti, con la scusa che si tratti di una zona militare in cui la presenza di mezzi civili non è consentita. Così ora nell’area circolano soltanto i veicoli dei coloni: questo crea una situazione di estremo pericolo, perché si spostano da una comunità all’altra, aggredendo le persone. Quindi la situazione sta peggiorando ovunque”, ha spiegato il regista e attivista. “Coloni e soldati israeliani hanno trasformato la raccolta delle olive in una zona di guerra: attaccano gli agricoltori, rubano il raccolto e uccidono i palestinesi mentre raccolgono le olive”, è la denuncia di Adra, che ricorda anche l’aggressione subita dai diplomatici Ue, nei pressi del villaggio di Taybeh, a nord-est di Ramallah, e dalla fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, aggredita nel villaggio di Abu Falah, a est di Ramallah.
“Tutto questo è reso possibile a causa dell’impunità garantita al governo israeliano dai governi occidentali, compreso quello italiano, che continuano a sostenere questo regime di apartheid e di genocidio“, ha attaccato. Denunciando “l‘ipocrisia” di tanti Paesi Ue: “Per lunghi decenni l’Europa si è dichiarata a favore della soluzione a due Stati e per il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi, condannando al contempo gli insediamenti e la violenza dei coloni. Eppure, ha continuato a intrattenere rapporti commerciali con loro, rafforzando economicamente i coloni e consentendo loro di espandere gli insediamenti e di intensificare le violenze contro di noi”. L’Italia, ha continuato Adra, è tra i maggiori colpevoli: “La gran parte dei governi europei, Italia inclusa, continua ad agire in questo modo: invia milioni di euro che finiscono nelle tasche dei coloni in Cisgiordania, permettendo loro di proseguire gli attacchi contro di noi e di costruire un numero sempre maggiore di aziende agricole e insediamenti illegali. Inoltre, questi Paesi aprono i propri mercati e i propri aeroporti a tali criminali, consentendo loro di viaggiare e di introdurre le proprie merci in Europa”.
In vista del voto del 27 ottobre in Israele, secondo Adra non cambierà comunque nulla per i palestinesi: “Purtroppo se si aspetta che sia un governo israeliano a cambiare la situazione, la prospettiva è pessima”. Questo perché anche nella coalizione dell’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, maggior rivale di Netanyahu, “hanno già dichiarato che non ci sarà mai uno Stato palestinese e che continueranno a sostenere insiediamenti e coloni”. Per il regista solo dall’Occidente possono cambiare le cose: “So bene di non poter riporre speranze sui governi attuali, ma io credo nel potere delle persone qui in Europa. Sono loro a poter cambiare il corso degli eventi”.