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Ultimo aggiornamento: 18:31

I leader di Pd, M5s e Avs insieme all’evento per la Palestina: “Basta complicità e doppi standard, il governo fermi il commercio con le colonie”

In vista della costruzione del programma elettorale, il fronte progressista ritrova invece unità in politica estera sulla Cisgiordania. Conte: "Andremo al governo e cambieremo completamente la politica adottata con Israele"
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Se l’Ucraina e il nodo dell’invio delle armi a Kiev dividono ancora Pd, M5s e Avs, in vista della costruzione del programma elettorale, il fronte progressista ritrova invece unità in politica estera sulla Palestina. Già lo scorso maggio dem, Cinque stelle e Verdi Sinistra avevano depositato una proposta di legge – con i leader Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli come primi firmatari, ndr – per istituire il divieto di importazione di beni e servizi dalle colonie, illegali secondo il diritto internazionale.
Un’iniziativa nata dall’impegno di una coalizione di 20 organizzazioni umanitarie e della società civile, che a settembre del 2025 avevano lanciato l’appello Stop al commercio con gli insediamenti illegali, per chiedere all’Unione europea e al Regno Unito di mettere al bando l’economia delle colonie. Di fronte all’escalation delle violenze dei coloni, nelle scorse settimane alcuni Paesi avevano così deciso un cambio di rotta nei confronti di Israele e delle colonie. Al contrario dell’Italia, con il governo Meloni ancora colpevolmente assente. “C’è stata un’iniziativa importante da parte di undici Paesi, tra cui Francia, Canada, Regno Unito e molti Paesi europei, che hanno deciso di dare un segnale forte, inequivocabile, davanti al fatto che a Gaza si continua a morire e davanti ai crimini del governo di Netanyahu: lo stop al commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali. Noi crediamo che sia vergognoso che il governo italiano non abbia seguito quella iniziativa“, ha così attaccato la segretaria dem Elly Schlein, a margine dell’iniziativa “Dall’economia di occupazione all’economia di liberazione“, organizzata a Roma da Oxfam e dalla coalizione delle realtà promotrici della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali“.
Un evento che ha riunito pure i quattro leader del cosiddetto ‘campo largo’, dal presidente M5s Giuseppe Conte alla stessa dem Elly Schlein, fino a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli per Avs, presenti all’iniziativa. “C’è qualcosa di ancora più grave rispetto all’assenza dell’Italia. Sono le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani per cui secondo il governo ‘queste decisioni andrebbero assunte a livello europeo’. Peccato che sono proprio loro a bloccare la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele“, ha continuato la segretaria dem.
“Questo governo ha dimostrato nei fatti di essere complice delle politiche criminali di Netanyahu. I coloni israeliani stanno uccidendo, massacrando le case dei palestinesi nella West Bank. A Gaza si continua a morire e cosa fa questo governo? Continua dire no alle sanzioni, continua ad avere un doppio standard sul diritto internazionale: sanzioni alla Russia, invece Netanyahu può continuare a massacrare il popolo palestinese. Voglio dire una cosa ai nostri alleati di centrosinistra: per noi di Avs il programma parte da questi punti. Ripristino del diritto internazionale, riconoscimento dello Stato di Palestina e sanzioni a Israele. Chi non è d’accordo si può accomodare alla porta. Non andremo al governo di questo Paese per fare le stesse cose di Giorgia Meloni”, ha avvertito Angelo Bonelli. Perché se tra Pd, M5s e Verdi Sinistra c’è già unità di intenti sulla Palestina, il messaggio sembra più rivolto ai soggetti che creeranno la futura gamba centrista della coalizione. Condivide anche Giuseppe Conte: “Andremo al governo per cambiare completamente la politica sin qui adottata dal governo su Israele. Non possiamo essere complici di un genocidio, di occupazioni abusive e illegali”. E ancora “Dobbiamo interrompere l’accordo di cooperazione militare, nei primi sei mesi di quest’anno l’import di armi da Israele è aumentato”.
“Cessi immediatamente ogni forma di commercio con le colonie, frutto di un’occupazione illegale”, ha rivendicato anche Nicola Fratoianni, sottolineando il lavoro comune fatto dalle forze di opposizione in questi anni. “Non siamo qui all’inizio di un percorso, bensì dopo aver presentato, grazie ancora una volta all’iniziativa di una rete importantissima dell’associazionismo e della società civile, una proposta di legge per dire stop al commercio dei prodotti delle colonie israeliane illegali in Cisgiordania, aver prodotto assieme atti parlamentari molto rilevanti e organizzato insieme una grandissima straordinaria manifestazione nazionale l’anno scorso”. Con tanto di promessa: “Si discuta e si pprovi la nostra proposta di legge, altrimenti lo faremo noi quando governeremo questo Paese. Al primo Cdm riconosciamo lo Stato di Palestina. E al primo Consiglio europeo chiediamo che l’Ue sospenda il Trattato di associazione con Israele“.

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