Il mondo FQ

Povera Milano! La città ha bisogno di aiuto: che fanno Meloni e Schlein?

È inutile prendersela col sindaco Sala per i disordini in piazza: il problema è di carattere nazionale, ma le leader di governo e opposizione faticano a rendersi davvero utili
Povera Milano! La città ha bisogno di aiuto: che fanno Meloni e Schlein?
Icona dei commenti Commenti

Come reagisce Giorgia Meloni ai gravi fatti di Milano? Con l’approvazione dell’ottavo decreto Sicurezza in quattro anni di governo. Qualcuno si ricorda ancora i precedenti, che fecero addirittura temere il rischio di una svolta autoritaria? Niente di quanto paventato è accaduto, perché introdurre nuovi reati – oltretutto per fattispecie già disciplinate – non fa altro che ingolfare ulteriormente i tribunali, senza incidere minimamente sui problemi reali. L’ennesima carta bollata sfornata a Palazzo Chigi non fa che confermare l’assoluta inutilità delle precedenti e a questo punto per affermare che anche questa sarà un buco nell’acqua non serve nemmeno sbilanciarsi in previsioni, basta guardare la realtà.

Alla Premier, lontanissima da me sul piano politico, va comunque riconosciuto che sta tenendo in piedi da sola una squadra piuttosto claudicante. Nella stessa giornata, i suoi vice hanno regalato le ennesime perle della legislatura. Il ministro dei Trasporti Salvini nega – chissà su quali basi – la presenza di una regia atta a destabilizzare l’ordine pubblico, che per i magistrati incaricati delle indagini è invece evidente (e magari qualcosa più di Salvini ne sanno…). Il ministro degli Esteri Tajani annuncia l’invio di militari (del quale al limite dovrebbe parlare Crosetto, ministro della Difesa), senza spiegarci perché invece non se possa occupare la polizia, come sarebbe naturale: non ci sono abbastanza uomini? Non sono abbastanza preparati? In entrambi i casi non c’è da stare tranquilli, semmai vi è da chiedersi in cosa di più urgente sia impegnato il ministro competente (Piantedosi, con delega agli Interni) che invece dovrebbe metterci la faccia. Invece la faccia come sempre ce la mette Meloni, ma se questi sono i risultati evidentemente non basta più.

La sua fortuna è che il centrosinistra pare tutt’altro che pronto a scalzarla dal governo, preso com’è dalle sue beghe interne sulla leadership. Attendo con impazienza una precisa presa di posizione da parte di Elly Schlein – che è segretaria del Pd anche grazie al mio voto – su quanto sta succedendo a Milano e, già che ci siamo, sarebbe anche il caso che finalmente desse il via libera per le primarie che sceglieranno il candidato alla successione di Sala: qui tutto è pronto, ma dal Nazareno frenano perché c’è prima da far quadrare il cerchio a livello nazionale, più difficile del cubo di Rubik.

Nel prossimo weekend a Montepulciano ci sarà il summit del “correntone” che sostiene la segretaria nazionale Dem e speriamo che qualcuno le faccia pazientemente capire che sabotare le primarie della capitale economica del Paese significherebbe rompere definitivamente con un elettorato che non è abituato a farsi dettare la linea da Roma. Se poi si considera che, a meno di autogol tafazziani, la conferma del centrosinistra a Palazzo Marino è più che probabile, questo tergiversare diventa ancora più cervellotico.

Alziamo lo sguardo da Milano. Beppe Sala è ovviamente criticabile, come tutti, ma certo non per competenze che esulano dal suo raggio d’azione, come appunto la sicurezza. Si tratta di materia squisitamente governativa – e stupisce che nessuno tiri in ballo il Prefetto – e oltretutto la natura delle proteste chiaramente valica i confini cittadini, avendo radici sia nazionali che internazionali. A Milano, che spesso offre molto al resto del Paese, adesso serve un sostegno ragionato. Se è quello visto finora, c’è davvero da preoccuparsi.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione