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“Spaccare tutto giova a Meloni e Vannacci”, “meglio, così cresce la rabbia”: ecco la chat di chi protesta in piazza

Il gruppo Telegram “Movimento 17 ottobre” diviso tra massimalisti e riformisti, fautori dello scontro e seguaci della legalità. Qualcuno predica saccheggi e devastazioni, ma "così facciamo il gioco delle destre". Tra battute, sfondoni storici e il mistero: "Se fosse un canale del governo?"
“Spaccare tutto giova a Meloni e Vannacci”, “meglio, così cresce la rabbia”: ecco la chat di chi protesta in piazza
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Una corrente dice: violenze e devastazioni in piazza giovano al governo Meloni e mettono le ali a Vannacci. La fazione avversa sostiene: saccheggi e vetrine rotte sono la via della rivoluzione, destra e sinistra uguali sono e se la premier rivince le elezioni, tanto peggio tanto meglio, in attesa che l’Europa ci porti in guerra. La chat del neonato gruppo Telegram “Movimento 17 ottobre”, all’indomani degli scontri in piazza durante le manifestazioni contro il carovita, è volata a più di 3mila iscritti superando 3.200 messaggi. Numeri in continua crescita. Uno avanza il dubbio sullo zampino delle autorità nella nascita del rifugio virtuale: “Dove sono i vertici” del Movimento 17 ottobre? “Chi sono? Il governo ha la possibilità di creare gruppi antisistema funzionali, ricordiamocelo”.

“Violenze in piazza? Propaganda per Futuro nazionale e premier oltre il 50 per cento”. “Se rivince, succederà un casino”

La discussione evoca un confronto tra massimalisti e riformisti da socialismo novecentesco. Ma volti e nomi reali lasciano il pasto a nickname come Antikorpo, Zankiklat, Giassssss, citazioni da Prima Repubblica come Umberto Bossi e Giulio Andreotti, fino all’anarchico Gaetano Bresci. Le analisi, nel breve spazio di un post, sono fulminee, tra sfottò, sporadiche bestemmie e qualche insulto, citazioni storiche e previsioni sociali, evocazioni di Marx e della Rivoluzione francese. Un flusso di coscienza politico-digitale difficile da tracciare in una mappa. La slavina di messaggi è anonima e senza indizi sull’età dei mittenti. Ma il tono suggerisce temperamenti lungi dall’età matura. “Più spacchi, più Meloni arriva al 50 per cento”, dice uno. “Meglio”, risponde un altro illustrando la sua teoria algebrica: “Se rivince succederà un casino della madonna, e la gente si incattivisce ancora e ancora. E’ matematica”. Ma così diventiamo “strumento di propaganda per Futuro Nazionale”, dice un fautore della linea legalitaria. “Hai dimenticato di correre nei prati prendendosi per mano”, ironizza un sostenitore degli scontri in piazza. Gaetano Bresci prende in giro la cautela dei riformisti: “Ora cosa volete dire: ‘fate il gioco delle destre’ e ‘ragazzi, calma, ne parliamo in Parlamento?’”. Qualcuno insiste sulle violenze utili alla propaganda della maggioranza, perché “il governo dice: avete visto? Sono teppisti”. “Assolutamente no”, risponde chi tifa scontri, opponendo il discrimine tra i bersagli delle violenze: “La distruzione deve esserci ma metodica, banche e instituti (sic) di credito”. Però “massacrare la commessa più disperata di me spinge la gente a destra”, prosegue il confronto. Dunque a che servono le violenze contro le sedi delle finanza? “Così non paghi il mutuo”, chiude il discorso l’utente chiamato PermAerus.

“Saccheggiare e imbrattare è lotta di classe? Arriveranno cecchini sui tetti”. “Tanto l’Europa ci porterà in guerra”

Tanti contestano i saccheggi e gli imbrattamenti in piazza. La risposta di un massimalista offre uno sgangherato parallelo tra i giacobini e le piazze italiane: “Durante la Rivoluzione francese hanno ghigliottinato e raso suolo paesi interi, questo è niente”. Un altro sale in cattedra tra Marx e le scienze dure: “Se hai studiato la storia sai benissimo che sfasciare le città è un risultato della lotta di classe. Nessuno dice che è giusto, ma è matematico”. Però alimentando i saccheggi ci ritroveremo “con i cecchini sui tetti stile Koreani anni 90”, dice un altro paventando la deriva securitaria. E del resto, “saccheggiare e imbrattare me la chiami lotta di classe”? Rincara un riformista con l’emoticon della risata. Un altro marxista predica calma in attesa di tempi maturi: “Il tanto peggio tanto meglio non funziona, è necessario il processo storico che porti alla rivoluzione”. E nel frattempo? “Con il campo largo stessa situazione, uno o due anni di governo, zero riforme, e così la destra cresce”, la pessimista profezia sulla sinistra di Conte e Schlein. Intanto, “L’Europa ci porterà in guerra”, la fosca previsione di altro. Sui partiti l’ottimismo non è di casa: “I giovani ancora si iscrivono alle sezioni giovanili, non comprendono che li preparano a diventare parassiti come loro. Non bisogna distinguere destra e sinistra, ma agire bloccando il Paese”, esorta un campione delle linea dura. E il sud Italia? Domanda uno. “Sono di Foggia, la situazione è grave ma qui la gente dorme”, la risposta sconfortata. A protestare in piazza “dovrebbe esserci mezza provincia con gli agricoltori e invece…”, aggiunge un altro.

“Comunicazioni segrete? Nessun rifugio tecnologico, basta rispettare la legge”. “E se ci fossero infiltrati in chat?”

Qualcuno discute sugli strumenti di comunicazione migliori per mettersi al riparo dall’orecchio delle forze dell’ordine, pianificando gesti contro la legge: “Signal, Session, SimpleX”. E parte la ramanzina: invece di complottare “basterebbe non incitare all’odio e alla violenza e condividere idee costruttive che stanno a cuore alle persone”. Dunque “nessun rifugio tecnologico, per non temere le telecamere con l’Intelligenza artificiale basta non compiere atti illegali”. La risposta è scettica: “Se crediate davvero che marciare cambi le cose, in bocca al lupo”. I messaggi si susseguono all’infinito tra timori di agenti della Postale infiltrati nella discussione virtuale e richieste di garanzie sull’identità dei capi. “Assicuratevi verso chi condividete il gruppo”, ammonisce uno. “Tanto gli sbirri e la Digos entreranno lo stesso ahahahahaha”, risponde un altro. Nel mistero, procede l’altalena tra battute e toni seriosi, allarmi sulla propaganda israeliana e bot russi indistinguibili dagli umani. Nel 900 i massimalisti e riformisti si scontravano al Congresso del Partito socialista, mettendoci la faccia e carte alla mano. Ora le idee sulle proteste sociali annegano in un profluvio di parole anonime su Telegram.

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