Violenze a Milano, scontro frontale Piantedosi-Sala: “Per lui pochi agenti in piazza? Parla da radical chic”. Il sindaco: “Lavori, invece di attaccarmi”. La Russa: “Senza parole per la sua valutazione”
Prima il sindaco di Milano Beppe Sala indica lo scarso numero di poliziotti in piazza. Poi Piantedosi lo accusa sui social network di essere “un radical chic”. E il primo cittadino meneghino rimbecca: “La decenza non guasterebbe, nessuno può darmi dello snob sfaticato”. All’indomani delle violenze di piazza durante le manifestazioni contro il carovita, non è l’unita istituzionale la prima reazione dello Stato. A riprova, lo scontro verbale tra il ministro dell’Interno e il sindaco di Milano, teatro di guerriglie urbane appena 24 ore fa. Con il rilancio del presidente del Senato Ignazio La Russa (FdI): “Lascia senza parole la valutazione del sindaco di Milano che cerca di attribuire la responsabilità a una asserita e inesistente carenza delle Forze di polizia. Le stesse che quando intervengono sono incredibilmente accusate di ogni nefandezza”, ha dichiarato la seconda carica dello Stato.
Le reazioni politiche
Intanto, Piantedosi ha annunciato l’apertura delle indagini sui violenti, senza sconti ai giovanissimi, mentre giungono i commenti politici dopo gli scontri con le forze dell’ordine, i negozi saccheggiati e i cassonetti incendiati nelle piazze italiane. Durante le manifestazioni contro il carovita, dopo le manifestazioni in Francia, gruppi violenti hanno innescato disordini e guerriglie urbane soprattutto a Milano, ma anche a Torino, Bologna, Firenze e in altre città minori. Con assalti alla polizia e lanci di oggetti davanti a stazioni e luoghi “sensibili”. Sui social network covava la protesta con una domanda diffusa: perché Oltralpe si protesta in Italia no? Salvini si concentra sulla responsabilità dei danni. Meloni punta il dito sull’organizzazione delle violenze. Un aspetto indicato anche dal responsabile del Viminale, che ha puntato il dito sui “professionisti del disordine”. Tra le loro fila anche giovanissimi sotto i 18 anni, ma “la minore età di alcuni protagonisti non può far pensare a una qualche forma di impunità”, ha avvisato Piantedosi. Dunque nessuno “sconto sulle responsabilità individuali, che saranno contestate in sede penale”. Il ministro ha ricordato “i numerosi arresti”, elogiando le forze dell’ordine, che “hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità”.
Piantedosi: “Sinistra non condanna i violenti”. Il sindaco: “Mi faccio un mazzo così, ora collaboriamo”
Il ministro non ha gradito, per usare un eufemismo, l’annotazione di Sala sulle forze dell’ordine, “troppo poche” a Milano: “Ha puntato il dito proprio contro le Forze di polizia che – secondo lui – sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti”, ha accusato Piantedosi in un post sul social network X.
“A Piantedosi che mi equipara alla ‘sinistra radical chic’ dico che un pò di decenza non guasterebbe”, ha risposto Beppe Sala. “Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato”, ha aggiunto il sindaco piccato. Invitandolo alla collaborazione: “Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personal. Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano – ha aggiunto -, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre”.
Meloni: “Gruppi organizzati seminano il caos”. Salvini: “Vergognosa guerriglia”
Giorgia Meloni si schiera con le autorità di sicurezza e punta il dito contro “bande di teppisti“, rei di aver “messo a ferro e fuoco” le piazze italiane. “Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos”, ha dichiarato oggi la presidente del Consiglio. Concludendo: “A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero”.
Matteo Salvini annuncia l’intenzione di riproporre “in Parlamento, dopo troppi ritardi causati da altri in passato, la proposta della Lega per introdurre una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori delle manifestazioni a rischio, a copertura degli eventuali danni”. Sec0ndo il leader del Carroccio, insomma, i danni dei violenti dovrebbero essere pagati anche da chi scende in piazza pacificamente. “Manifestare è un diritto, devastare no. Chi rompe paga”, prosegue il leader. Gli scontri e le violenze di ieri? “Vergognose scene di guerriglia urbana“.
Bonelli: “Criminali nostri nemici e avversari. Il Viminale li identifichi, non spetta a noi”
Il leader di Europa Verde Angelo Bonelli condanna nettamente i violenti, “nostri nemici, nostri avversari, perché mettono non solo in secondo piano ma cancellano le legittime proteste”, intervenendo a margine dell’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma. L’esponente di sinistra invita il ministero degli Interni a “identificare i criminali”, un compito che “non spetta a noi”. Poi critica i commenti della maggioranza: “una destra ignobile sta utilizzando e strumentalizzando contro noi quello che è accaduto ieri”. Bonelli sottolinea il lato pacifico della piazza, “la stragrande maggioranza”, con “ragazzi e ragazze contrapporsi a questi violenti. Ho visto una ragazza cercare di spegnere un incendio”. Chi sono gli autori dei disordini? “Non sappiamo chi sono queste persone”, ma aiutano “questa destra a cancellare il disastro economico e sociale che c’è nel paese”.
Anche il sindaco Sala sul rimborso danni: “Giusto rivalersi contro chi è responsabile”. E “forze dell’ordine poche e insufficienti”
Il primo cittadino di Milano, prima del diverbio a distanza con Piantedosi, aveva sottolinea lo stessa tema di Salvini: chi paga “i danni significativi nel centro di Milano”? “E’ giusto che i privati, ma forse anche il Comune, cerchino di rivalersi nei confronti di chi è responsabile, senza attribuire colpe a nessuno”, ha dichiarato il sindaco a Rtl 102.5. Chiarendo: “Sto facendo fare una verifica”. Sul versante della sicurezza, secondo Sala “le forze dell’ordine potevano essere di più, ieri questi poveri poliziotti erano pochi“. Al cospetto di violenti “esperti del mestiere”, che “a un certo punto si sono divisi in vari gruppetti e poi non si è più riusciti a seguirli”. Il primo cittadino si dice “molto preoccupato”, perché di piazze così così violente “ce ne saranno”. Le istituzioni saranno preparate? “Ho l’impressione che il nostro questore non sia stato dotato di forze dell’ordine sufficienti”. L’annotazione che ha fatto infuriare Piatendosi.
L’assessore La Russa: “Il campo largo ammicca alle rivolte. Sinistre alimentano tensioni e augurano gli scontri”
L’assessore alla sicurezza della giunta regionale lombarda, Romano La Russa (fratello del presidente del Senato Ignazio) punta il dito contro “esponenti della sinistra radicale e non solo”, che “da settimane si auguravano che nelle piazze italiane accadesse quanto già è successo in Francia, con violenti scontri di piazza, aggressioni alle forze dell’ordine e devastazioni di negozi e strade”. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, “un clima di tensione che qualcuno a sinistra ha volutamente alimentato e che ieri è esploso a Milano con tutta la sua violenza”. I protagonisti delle “devastazioni”? Maranza e centri sociali, accusa La Russa, “tra i tanti, uno caro al Comune, il centro sociale Lambretta”. Infine, l’attacco “a chi, nel campo largo” del sindaco Sala, “ammicca a queste rivolte”.