“Non siamo preparati, temo siano le prime prove di violenza”, il sindaco Sala dopo la guerriglia a Milano
“La preoccupazione è altissima”. Il giorno dopo la guerriglia urbana che ha devastato il centro di Milano, Beppe Sala affida a Rtl 102.5 la sua inquietudine per quanto accaduto e per quello che potrebbe succedere nelle prossime settimane. Il sindaco condanna senza esitazioni le violenze della frangia di manifestanti che ha trasformato la protesta contro il caro vita in una giornata di scontri, ma solleva anche interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla capacità di affrontare manifestazioni sempre più difficili da prevedere.
“Totale solidarietà alle forze dell’ordine, io sono con loro”, afferma il primo cittadino, che non nasconde tuttavia le proprie perplessità sul numero degli agenti impiegati durante gli scontri. “Soprattutto in piazza Duomo si vede una quantità di protestanti e uno sparuto gruppo di poveri poliziotti in un angolo“, racconta. Poi la valutazione sulla gestione della piazza: “Ho l’impressione che si sia sottovalutato il momento e che le forze dell’ordine non fossero adeguate, ieri mi sembravano tanti contro pochi”.
Una sproporzione che Sala descrive anche attraverso le dimensioni del dispositivo presente in centro: “Circa 200 poliziotti, erano pochi“. Il sindaco precisa di non voler mettere in discussione il rapporto con i responsabili della sicurezza: “Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno”. Ma la sua impressione, ribadisce, è che “si stia sottovalutando il momento” e che le forze disponibili alla questura di Milano non fossero adeguate a fronteggiare quanto accaduto.
“Queste sono le prime prove che vedremo”
La preoccupazione del sindaco non riguarda soltanto le ore di guerriglia appena trascorse. A inquietarlo è soprattutto la possibilità che le violenze siano il segnale di una fase più difficile, in cui le piazze diventano imprevedibili e i gruppi più aggressivi riescono a prendere il sopravvento sulle manifestazioni. “Spazi di protesta che non sono decifrabili” si stanno manifestando, osserva Sala, “in tante città del mondo”. E la prospettiva di nuove tensioni lo induce a lanciare un avvertimento: “Dobbiamo essere più pronti, temo siano prime prove di violenza, si rischia tutti contro tutti”.
Il sindaco torna sulle difficoltà incontrate durante gli scontri, quando gruppi di manifestanti si sono staccati dal corteo principale e si sono dispersi in diverse zone del centro. Una dinamica che rende più complicato il lavoro delle forze dell’ordine e che, secondo Sala, impone di ripensare la capacità di risposta. “La polizia ha cercato di far arrivare degli idranti in zona Duomo e non è semplicissimo, noi dobbiamo essere ancora più pronti”, spiega. Poi aggiunge: “Io sono solo molto preoccupato che queste sono le prime prove che vedremo”.
Parole che accompagnano la condanna netta delle devastazioni. “È una violenza che io non ho la minima volontà di giustificare“, sottolinea Sala, tornando a esprimere solidarietà agli agenti impegnati negli scontri e a chi ha dovuto affrontare una situazione che il sindaco descrive come difficile da controllare.
La distinzione tra chi protesta e chi devasta
Nel ragionamento del primo cittadino c’è anche la necessità di evitare che la responsabilità delle violenze venga estesa indistintamente a tutti i partecipanti alle manifestazioni. Sala invita a distinguere i gruppi che hanno danneggiato la città dalle persone in piazza senza provocare disordini. La protesta contro il caro vita, dunque, non può essere identificata automaticamente con la guerriglia che ha segnato il centro. Il problema, nella ricostruzione del sindaco, è anche la complessità di cortei nei quali gruppi differenti possono separarsi, disperdersi e agire autonomamente, rendendo più difficile prevenire gli scontri.
Resta però la sensazione di una perdita di controllo che Sala dice di non aver mai provato prima, nonostante gli anni trascorsi alla guida della città e le numerose manifestazioni affrontate. “Questa sensazione di non controllo della piazza” è, per il sindaco, uno degli elementi più preoccupanti della giornata.
L’allarme sui social: “Si rischia che ci si faccia giustizia da sé”
Accanto alla gestione dell’ordine pubblico, Sala richiama un secondo rischio: quello che la rabbia per le devastazioni si trasformi in una reazione incontrollata anche fuori dalle strade teatro degli scontri.
“Ieri sera mi segnalavano dei post social che identificavano alcuni dei ragazzi vicini alla protesta…”, racconta il sindaco. Il timore è che la diffusione di nomi e informazioni personali alimenti iniziative di ritorsione: “Noi non siamo preparati e temo anche che all’interno della comunità poi inizi il tutti contro tutti”. La pagina in questione beceri 4.0, dopo i messaggi intimidatori, in storie successive ha lasciato intendere che fosse una provocazione. Il riferimento è ai contenuti circolati online dopo la guerriglia, compresi messaggi che indicavano presunti responsabili e indirizzi, accompagnati da inviti a raggiungerli. Quei post sono stati successivamente presentati scherno nei confronti della sinistra, con un contrordine che ha alimentato ulteriori interrogativi sulle intenzioni di chi li aveva diffusi.