Le spese folli delle Olimpiadi: dalla Società Milano-Cortina 188mila euro di biglietti omaggio al Ministero di Salvini. E c’è pure il “premio” da 3,5 milioni per la pista di bob
“La barca fa acqua”, senti dire nei corridoi di Simico che ha curato la realizzazione delle principali opere dei Giochi invernali 2026. Lunedì la Società Infrastrutture Milano Cortina (che fa capo al ministero di Matteo Salvini) ha tenuto un consiglio di amministrazione. E, a quanto risulta, è stato piuttosto movimentato. Tra l’altro sono finiti sul tavolo gli acquisti di biglietti per gli eventi delle Olimpiadi: quasi un milione con soldi della società, quindi pubblici. Poi ecco un’altra patata bollente, finora inedita: 3,5 milioni di euro che Simico avrebbe pagato alla ditta Pizzarotti come premio per la realizzazione della pista da bob di Cortina. Su questi due capitoli si allungano già le ombre degli accertamenti della magistratura contabile.
BIGLIETTI OMAGGIO PER UN MILIONE DI EURO. La fibrillazione è cominciata nelle scorse settimane quando si è diffusa la voce (il Fatto ne ha scritto) che la Sezione di controllo sugli Enti delle Corte dei Conti di Roma ha messo il naso nelle spese per le Olimpiadi, in particolare di Simico, la società sorta con il compito di costruire opere sportive e di legacy, l’eredità per il territorio. Ha cominciato dai fantomatici biglietti per le gare e dai ben più cari pacchetti per il soggiorno di ospiti. La domanda di fondo della Corte è semplice: perché una società pubblica che opera nelle infrastrutture avrebbe dovuto spendere quasi un milione di euro – questa la cifra complessiva, che con l’Iva arriva a oltre un milione e 100 mila euro – di ticket olimpici? Non solo: ci si domanda chi, all’interno di Simico, abbia deciso l’acquisto.
Un primo problema è capire a chi siano stati destinati i ticket, oltre ai pacchetti Premium Hospitality piuttosto consistenti. Una prima tranche di questi ultimi, acquistati da On Location, fornitore ufficiale di Fondazione Milano Cortina, è costata 368 mila euro per 202 biglietti premium (in media 1.821 euro l’uno). C’è poi stata una seconda tranche da 100 mila euro (più Iva). Una terza fetta da 500mila euro se n’è andata per comperare biglietti “dignitari domestici” da Fondazione Mico. A quanto risulta una parte dei tagliandi sono stati ‘regalati’ ai dipendenti Simico (fino a quattro ciascuno) contabilizzandoli come ‘welfare aziendale’. La media va dai 346 euro per dipendente dei biglietti Fondazione a 1.274 euro ciascuno per l’ospitalità On Location. È una voce che i vertici della società dovranno chiarire perché non risulta prevista dai contratti aziendali.
BIGLIETTI PAGATI PER NULLA. In questo marasma di inviti e omaggi, ci sono poi circa 140 biglietti per un valore di 188mila euro che sono andati al ministero di Salvini. E qui la Corte vuole capire se chi li ha ricevuti ne avesse effettivamente diritto, per cui si sta cercando di risalire, nome per nome, a chi li ha utilizzati. Perché i biglietti di Fondazione dati ad esterni di Simico sono costati in media 537 euro l’uno, mentre l’ospitalità On Location (67 pacchetti) è costata in media 2.621 euro (in totale 175 mila euro). Ma ci sono due ‘gialli’. Innanzitutto quello di circa 160 biglietti – oltre 100mila euro – che non si riesce a capire a chi siano finiti. Inoltre, 211mila euro per 441 ticket “non assegnati”, di cui 342 per 59mila euro a beneficio di Fondazione (costo medio 478 euro) e 99 per 151mila euro a beneficio di On Location per l’ospitalità (costo medio 1.531 euro). Insomma, soldi cacciati al vento.
Se risultassero regali non giustificati o spese non utilizzate, la Corte dei Conti potrebbe arrivare a chiedere ai manager che hanno deciso l’acquisto di risarcire la somma. Per questo i magistrati contabili hanno scritto sia all’amministratore delegato Fabio Massimo Saldini, che alla presidente di Simico, Veronica Vecchi, chiedendo chiarimenti. E qui comincia il balletto perché la presidente ha messo nero su bianco che della decisione di acquistare i ticket il consiglio di amministrazione non è “mai stato coinvolto”. Come dire che non è disposta a tenere il cerino in mano. E nemmeno il consiglio di amministrazione.
CONSULENZE PER UN MILIONE E MEZZO. Non è la sola rogna su cui occorrerà fare chiarezza. C’è anche la questione delle consulenze in materia giuridica, pare a prestigiosi studi, che sono state affidate nonostante Simico avesse un ufficio legale che sarebbe stato impiegato per fornire solo una parte dei pareri. Per i professionisti legali esterni sono stati spesi 395mila euro nel 2025 e 279mila euro nel 2024, circa 675mila euro in due anni. Ancora più cospicua la voce delle “consulenze varie” (comprensive di Internal Audit, relazioni esterne, social media management, audiovisivi e relazioni con i media): si arriva a 510mila euro nel 2025 e 238mila nel 2024. Il monte dei rimborsi spese a piè di lista per viaggi e missioni ha raggiunto i 436mila euro nel 2025, circa 161mila euro in più rispetto al 2024.
TRE MILIONI E MEZZO DI PREMIO A PIZZAROTTI. Passando da Roma alla Procura della Corte dei conti di Venezia, emerge un’altra storia finita sul tavolo del consiglio di amministrazione di Simico. I magistrati veneti hanno acceso un faro su un pagamento di 3,5 milioni di euro riconosciuto a Impresa Pizzarotti, la ditta a cui sono stati affidati i lavori per la realizzazione della pista da bob. Quando nessuno la voleva costruire, nel dicembre 2023, il ministro Salvini diede un annuncio decisionista: “Finora si è perso troppo tempo. Non costerà un centesimo in più agli italiani”. Aveva sfrondato il progetto così da rendere appetibile (all’unico concorrente Pizzarotti) l’appalto da 81,6 milioni di euro (anche se il costo complessivo del sistema Sliding Centre arriva a 133 milioni di euro).
Pizzarotti è riuscito in un’impresa apparentemente impossibile, mettendo a disposizione la pista in 13 mesi per la pre-omologazione. Il collaudo a fini agonistici è avvenuto nell’autunno 2025, a febbraio 2026 si sono disputate le gare olimpiche. Per quel lavoro Pizzarotti ha ricevuto 3,5 milioni di euro aggiuntivi che hanno fatto sorgere qualche dubbio alla Procura contabile veneta. È il Codice degli appalti a dettare le regole del cosiddetto “premio di accelerazione”, nei casi di ultimazione in anticipo rispetto ai termini contrattuali. L’ammontare, nei limiti della somma disponibile indicata nella voce “imprevisti” del quadro economico (un milione 632 mila euro per lo Sliding Centre), è commisurato “ai giorni di anticipo e in proporzione all’importo del contratto”. Pizzarotti ha concluso i lavori prima? È questo che si sta chiedendo la Procura contabile. L’impianto è stato messo a disposizione per le gare, ma i lavori non sono conclusi nemmeno oggi, a otto mesi dalla fine dei Giochi. Basta leggere la convenzione siglata dall’amministratore delegato Saldini con il Comune di Cortina il 12 ottobre, che detta norme rigide per l’accesso alla pista a fini di allenamento o gare, visto “l’intervento è in fase di avanzata esecuzione” e le competizioni dovranno essere “compatibili con lo stato delle attività in corso”. Insomma, lo Sliding Centre è ancora un cantiere.
Per capire la legittimità del premio si stanno analizzando contratti e clausole che legano Simico a Pizzarotti. Quest’ultima ha ottenuto anche un appalto aggiuntivo da un milione 617mila euro, con una procedura negoziata senza bando. Ha riguardato “l’attività di manutenzione e conduzione dell’impianto” dopo il 21 novembre 2025, quando la pista è stata assegnata a Fondazione Milano Cortina per le gare olimpiche.
I GIOCHI DELLA LEGA. Dopo le settimane di gloria e di riflettori planetari, la paternità delle Olimpiadi comincia a diventare scomoda. Di certo in Italia saranno ricordate come le Olimpiadi della Lega. “Milano ha ospitato lo spettacolare avvio dei Giochi Olimpici Invernali 2026 fortemente voluti dalla Lega al Governo e dalle regioni a guida leghista”. Scriveva così Matteo Salvini nel febbraio 2026 sulla Settimana Leghista, consacrando i Giochi di partito. Perché era stato Luca Zaia a lanciare la proposta. Perché si sono svolti, guarda caso, in due regioni amministrate dal Carroccio, Veneto e Lombardia. E poi c’è stato il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, guidato dallo stesso Salvini, a tenere in mano il boccino di opere per 4 miliardi.
Difficile dire chi sia stata la vera mente dell’operazione. C’è ovviamente Salvini, ma non è il solo leghista. Un ruolo di primo piano lo ha avuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, ex direttore della “Padania”, il cui entourage è stato destinatario di 18 biglietti per 14mila euro. Se i governatori Attilio Fontana e Luca Zaia, ormai uscente, hanno messo la faccia politica, la firma tecnica sui provvedimenti di Simico è dell’amministratore delegato della società voluto da Salvini nel febbraio 2024, Fabio Massimo Saldini. Quasi omonimi, ma tanto diversi nel tratto. Saldini è un architetto con una lunga presenza ai margini del mondo politico di centrodestra. Le cronache ricordano, per esempio, il suo ruolo professionale nel promuovere il gigantesco (e contestatissimo) progetto edilizio della Cascinazza di Monza voluto da Paolo Berlusconi, fratello di Silvio. Ma è nella Regione Lombardia guidata dall’amico Roberto Formigoni che Saldini ottiene consulenze e viene nominato delegato del Presidente in materia di moda. Un legame, quello tra Saldini e Formigoni, riemerso nell’estate 2025 al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Saldini era presente con una delegazione di Simico e aveva portato con sé alcuni atleti (altra spesa di Simico su cui la Corte dei Conti vuole fare chiarezza). Davanti al pubblico plaudente Saldini salutò Formigoni – che è sempre stato legato a Cl e si è ritirato dalla vita politica dopo scandali e condanne – suscitando una sorta di standing ovation.
Ma veniamo ad anni più recenti. Saldini dalla Regione Lombardia – a quel punto già a trazione leghista – ottiene nomine prestigiose, come quella nella società della Pedemontana Lombarda. E in Simico dove entra, esce e poi rientra occupando infine la poltrona di amministratore delegato, direttore generale e commissario straordinario che gli garantisce di sovrintendere ad appalti miliardari e di incassare 240mila euro in una sommatoria di indennità. Una gestione non facile, viste le vicissitudini della pista da bob e lo scandalo della famigerata funivia di Socrepes, un’incompiuta che partirà in ritardo di dieci mesi, con una capienza dimezzata. Per non parlare dell’inchiesta per turbativa d’asta aperta a Belluno.
Adesso che sembra arrivato il momento di fare i conti, non si deve dimenticare una cornice più ampia. La società Simico dovrebbe cessare, in base alla Legge Olimpica, il 31 dicembre 2026. Ma il governo l’ha già prorogata fino al 2033, perché il numero di opere da concludere è imponente. Finora ne sono state ultimate 49 su 98, la metà, mentre 21 sono in progettazione, 9 in gara e 19 in esecuzione. Un gigantesco cantiere aperto, una voragine. Infatti è stato speso solo il 25 per cento delle risorse pubbliche stanziate, mentre è in esecuzione il 17 per cento. Solo sulla carta (in gara o in progettazione) sono opere equivalenti al 58 per cento degli stanziamenti.
Non è un bilancio lusinghiero, anche se le cause sono molteplici. Eppure, ricevendo a fine agosto il Campanile, riconoscimento civico di Cortina per i rappresentanti delle istituzioni che hanno contribuito alla riuscita delle Olimpiadi, l’architetto Saldini ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato di essere affidabili e credibili”. Si gioca altri sette anni di comando. Una specie di vita eterna in una delle centrali di spesa pubblica più importanti d’Italia.