Il mondo FQ

Quali attività - 3/3

Anche brevi distanze possono ridurre il rischio di morte per tutte le cause e per quelle cardiovascolari, ma solo andando di buon passo: sono queste le conclusioni di una nuova ricerca, pubblicata a settembre sul British Journal of Sports Medicine. Ne parliamo con il dott. Diego Salerno Uriarte, Cardiologo/Emodinamista presso il Centro Diagnostico Italiano (CDI) e Centro Cuore Columbus di Milano
Quali attività - 3/3
Icona dei commenti Commenti

Quali attività

Il cardiologo mette in guardia dagli sport di potenza o di scatto veloce, come il tennis, il calcetto e la corsa rapida, sconsigliati agli anziani e a chi non ha un allenamento di base, perché possono essere causa di eventi cardiovascolari o di lesioni traumatiche. “Per esempio la corsa può essere lesiva per i talloni e i tendini; anche gli atleti dilettanti, dopo anni risentono della pressione sull’apparato osteoarticolare”.

Comunque chi ha mal di schiena o dolori alle ginocchia non riesce certo a correre, ma a camminare sì. “Il vantaggio dei passi è che rappresentano un’attività più delicata e fisiologica. Soprattutto andando avanti con gli anni, gli sport di resistenza sono i più adatti”. È però sempre indispensabile procedere con gradualità, aumentando l’intensità poco per volta, e applicarsi con costanza, perché l’organismo risponde meglio all’impegno quotidiano (o quasi) rispetto a quello occasionale.

“Soprattutto prima di svolgere qualsiasi attività sportiva anche non agonistica è bene eseguire un accurato e completo check up medico e cardiologico a qualsiasi età” conclude il dott. Salerno Uriarte.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.