Giorgetti illustra il Documento di finanza pubblica di fronte alla Camera vuota: “Saluto i molti deputati presenti”. Poi lo sfogo: “Non vogliono lavorare”
Un’Aula praticamente vuota e appena cinque deputati di maggioranza presenti (compreso il relatore) hanno accolto Giancarlo Giorgetti alla Camera, dove ha presentato il Documento programmatico di finanza pubblica (la “cornice” della futura legge di Bilancio). Tanto che il ministro dell’Economia apre il suo intervento salutando, con un filo di ironia, “i molti deputati presenti”. E poi, in un colloquio con Repubblica, si sfoga: “Non c’era nessuno, è incredibile. Per lo scostamento servono 201 sì, così non passa”, dice riferendosi al voto sulla risoluzione che autorizza lo scostamento di bilancio da 29 miliardi, previsto qualche ora dopo. “Questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia”, è la chiosa. “Solidarietà” al ministro anche dalle opposizioni: “Ha parlato di fronte ad un’Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. È stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza, è indecente”, ha detto nel suo intervento la deputata Pd Maria Cecilia Guerra.
“Quando il bollettino meterologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni”, ha spiegato il ministro dell’Economia nel suo discorso. “Questa rotta riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte. Questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza“, puntando “a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea. Se le condizioni lo consentiranno”, pronostica il ministro, “a primavera sarà possibile l’uscita dalla procedura” d’infrazione, solo sfiorata a settembre per meno dell’1% di troppo nel rapporto deficit/Pil.
Rispetto a questa “linea di sostenibilità e prudenza”, argomenta Giorgetti, un “passo consapevole di deviazione” è la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia europea che consente lo scostamento, per un importo pari allo 0,6% del Pil ogni anno, per le spese su difesa ed energia. Uno spazio di manovra “che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire la sicurezza energetica”, ma anche, “almeno nella fase iniziale, a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese in difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione”, annuncia. Per questo, spiega, “è una specie di trattativa, chiamiamolo negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso. L’auspicio”, afferma, “è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati”.