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L’Aula vuota mentre parla Giorgetti e la consuetudine della “settimana corta” dei parlamentari: ecco perché nasce (e come viene giustificata)

L'immagine dell'Aula del Parlamento deserta non è un caso eccezionale ed evidenzia una questione ricorrente nella vita delle istituzioni, con le sedute dell'Assemblea concentrate prevalentemente tra martedì e giovedì
L’Aula vuota mentre parla Giorgetti e la consuetudine della “settimana corta” dei parlamentari: ecco perché nasce (e come viene giustificata)
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Scranni di Montecitorio vuoti mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti esponeva il Documento programmatico di finanza pubblica e i 14,4 miliardi di euro di flessibilità per investimenti nei settori dell’energia e della difesa. Non certo un argomento marginale, ma in Aula erano presenti meno di venti deputati, si cui soltanto cinque di maggioranza. Il ministro leghista si sfoga così con i giornalisti: “Eh, questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia”, dice a Repubblica ricordando che i lavori erano stati calendarizzati oggi proprio perché i deputati si erano opposti a rientrare subito dopo il weekend.

Ma l’immagine dell’Aula del Parlamento deserta non è un caso eccezionale ed evidenzia una questione ricorrente nella vita delle istituzioni: la “settimana parlamentare corta“, con le sedute dell’Assemblea concentrate prevalentemente tra martedì e giovedì. A volte anche meno, come nel caso della campagna elettorale delle Regionali a fine 2025. Una consuetudine organizzativa che i parlamentari hanno più volte giustificato con la necessità di dover tornare nei rispettivi collegi per svolgere attività politica nei territori di competenza. E questo vale per tutti, anche per quei senatori e deputati paracadutati, eletti in collegi sicuri, ma totalmente estranei al territorio.

Quando si parla di assenze dei parlamentari in Assemblea viene subito sottolineato che il lavoro di deputati e senatori non si limita all’Aula, essendo impegnati anche nelle commissioni e nelle riunioni dei gruppi. Anzi, proprio la difficoltà a doversi dividere in troppe commissioni è stata una delle principali critiche mosse dagli esponenti politici contrari al taglio dei parlamentari. Per loro, la presenza di meno senatori e meno deputati si sarebbe tradotta in un aumento esponenziale del carico di lavoro. Ma le commissioni, salvo pochissime eccezioni, non si riuniscono quando è convocata l’assemblea. Se l’Aula della Camera era vuota mentre prendeva la parola Giorgetti, è perché probabilmente gran parte dei deputati non era ancora rientrata a Roma dal fine settimana.

Le sedute del venerdì a Montecitorio erano state introdotte nel 2008 sotto la presidenza di Gianfranco Fini per allungare la settimana parlamentare (proprio mentre si diffondeva tra la popolazione il sentimento anti-casta): esistono ancora e sono in genere dedicate alle interpellanze e spesso si svolgono in un’aula semivuota. Al Senato, invece, la settimana politica si chiude già il giovedì. Nel giugno del 2025 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva avanzato l’idea del weekend lungo alla Camera dei deputati, sollevando problemi logistici per i membri del governo che dovevano essere presenti in Aula il venerdì mattina, proponendo di spostare le interpellanze al giovedì pomeriggio. Quello stesso giorno, però, la maggioranza che sostiene Giorgia Meloni ha bocciato in commissione Bilancio la proposta di legge per introdurre, per tutti i lavoratori, la settimana lavorativa ridotta a parità di salario. Quindi di settimana corta si può discutere, ma solo per i parlamentari.

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