Cambiare dentro di sé per cambiare il mondo - 2/4
Cambiare dentro di sé per cambiare il mondo
Dal Bhutan arriva l’idea che per cambiare il nostro sistema alimentare sia necessario cambiare anche il nostro rapporto interiore con il cibo. Che cosa significa, concretamente, mangiare con consapevolezza e quali sono i primi comportamenti che dovremmo modificare?
“Mangiare con consapevolezza significa, innanzitutto, tornare presenti. Chiederci non solo cosa stiamo mangiando, ma da dove viene quel cibo, quale impatto ha avuto sulla Terra, sulle persone e sugli altri esseri viventi. Non si tratta solo di eliminare il junk food per una questione di salute e benessere, ma di contribuire attivamente alla guarigione di quella parte degli esseri umani che sta devastando se stessa, gli altri esseri e il Pianeta. Osserviamo anche come mangiamo: la velocità, le emozioni, la fame reale. Ogni pasto è una relazione, con il corpo, con la natura e con la vita. La consapevolezza comincia quando smettiamo di consumare ‘automaticamente’ e iniziamo a scegliere
consapevolmente in ogni passaggio”.
Molte persone mangiano distrattamente, davanti alla tv o al cellulare, rapidamente e spesso senza nemmeno soffermarsi sui sapori. La meditazione e la respirazione consapevole possono aiutarci a interrompere questi automatismi?
“Certamente! Gran parte del nostro rapporto con il cibo è automatico: mangiamo per stress, noia, gratificazione o abitudine, spesso senza ascoltare realmente fame e sazietà. La meditazione crea uno spazio tra impulso e azione, uno spazio di osservazione cosciente, che riduce gli stimoli compulsivi e i meccanismi inconsapevoli di compensazione. Anche pochi respiri consapevoli prima di mangiare e durante i pasti, facendo delle brevi pause, possono aiutarci a rallentare, ascoltare il corpo e trasformare un automatismo in una scelta”.