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Giustiziato in Texas, prima esecuzione dopo Christa Pike. L’avvocato: “Arrabbiata, confusa e consapevole”

Jamaal Howard, 46 anni, ucciso da una dose letale di pentobarbital. "Dove mi trovo?" e "Chi siete?", le prime parole della sopravvissuta all'esecuzione riferite dal team legale. Il giudice ordina la conservazione delle comunicazioni e dei materiali medici
Giustiziato in Texas, prima esecuzione dopo Christa Pike. L’avvocato: “Arrabbiata, confusa e consapevole”
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Un uomo è stato giustiziato ieri in Texas, nella prima esecuzione negli Stati Uniti dopo il fallimento dell’iniezione letale a Christa Pike nel Tennessee la settimana scorsa. Jamaal Howard, 46 anni, è stato dichiarato morto alle 20,03 dopo aver ricevuto una dose letale di pentobarbital nel carcere statale di Huntsville. Gli avvocati di Howard hanno cercato di fermare l’esecuzione, sostenendo dinanzi alla Corte d’appello penale del Texas che sussistevano rischi simili a quelli di Pike, sopravvissuta a due dosi dello stesso farmaco.

Christa Pike “arrabbiata e confusa”, consapevole di quanto accaduto

La donna è “arrabbiata e confusa”, ha riferito mercoledì il suo avvocato Randy Spivey, dopo essere sopravvissuta a un tentativo di esecuzione. Pike è consapevole di quanto accaduto, secondo i suoi legali, che invocano la conservazione delle prove vengano. Resta poco chiaro cosa sia accaduto nella camera della morte. Il 30 settembre, per due volte sono state somministrate alla donna dosi letali (in teoria) di pentobarbital. Ieri un giudice di Nashville ha annunciato un ordinanza diretta allo Stato del Tennessee affinché sia preservato tutto ciò che si trovava nella camera della morte: registri delle comunicazioni, e-mail, farmaci, siringhe, linee per fleboclisi e altro materiale medico. La Pike è stata condannata a morte per l’omicidio di Colleen Slemmer, avvenuto nel 1995 a percosse e coltellate. La Pike dovrà affrontare una lunga convalescenza, afferma il legale.

“Dove mi trovo?” e “Chi siete”, sono le parole di Pike nelle ore successive al risveglio, riferite dal suoteam legale. La donna ricorda quanto le è accaduto, almeno fino a un certo punto, ha affermato Spivey. Non è ancora in grado di muovere le braccia o di deglutire e manifesta uno stato di confusione cognitiva. Secondo l’avvocatp, la donna soffre anche di polmonite con un coagulo di sangue al braccio. La prognosi rimane incerta e il percorso di recupero sarà lungo.

Il governatore del Tennessee rinviato l’altra esecuzione prevista quest’anno

Secondo il Death Penalty Information Center, Christa Pike la prima sopravvissuta alla somministrazione di farmaci per l’iniezione letale durante un’esecuzione. E’ stata condannata a morte per l’omicidio della compagna di classe Colleen Slemmer, uccisa nel 1995 a colpi di bastone e coltellate. Restano gli interrogativi sulla prognosi e sulla possibilità che il Tennessee tenti nuovamente di giustiziare Pike, oggi cinquantenne. Ieri i suoi legali hanno chiesto al governatore di commutare la pena invocando clemenza per la donna, accusando lo Stato del Tennessee di aver condotto il tentativo di esecuzione senza trasparenza.

Il governatore repubblicano Bill Lee non ha ancora reso noto come intenda procedere. Intanto, ha rinviato l’unica altra esecuzione prevista nello Stato per quest’anno e ha ordinato una verifica su quanto accaduto. Il responsabile del sistema penitenziario statale si è dimesso. Esperti di medicina e di iniezioni letali si sono concentrati sull’ipotesi che un problema all’accesso venoso abbia causato l’accumulo del farmaco nei tessuti anziché il suo ingresso nel flusso sanguigno. Intanto, si è riacceso il dibattito sulla pena capitale e le modalità di esecuzione. In particolare, l’uso dell’iniezione letale.

L’ultima esecuzione letale in Texas

“Il Texas non dovrebbe essere ansioso di seguire le orme del Tennessee“, hanno sostenuto gli avvocati di Howard. Il tribunale ha respinto la richiesta di sospensione oltre a un secondo tentativo di bloccare l’esecuzione a causa del farmaco utilizzato. Anche la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato una domanda presentata ieri sera. In Texas sono state giustiziate sei persone dall’inizio dell’anno, e altre due iniezioni letali sono previste dopo quella di Howard.

Nel 2001 Howard era stato riconosciuto colpevole di omicidio aggravato per aver rapinato un minimarket a Silsbee, una cittadina a nord di Beaumont, e per aver ucciso a colpi d’arma da fuoco la commessa quarantenne Vickie Swartout. Interrogato dal direttore del carcere su un’eventuale dichiarazione finale, Howard si è scusato ripetutamente con i familiari della vittima, che assistevano all’esecuzione attraverso una finestra a pochi metri dalla camera della morte. “Spero che accettiate le mie scuse e vi chiedo perdono”, ha detto poco prima che iniziasse l’esecuzione. “Mi dispiace per quello che è successo. Spero che un giorno possiate imparare a perdonarmi”. Il suo team legale ha sostenuto che, al momento del crimine, Howard era affetto da disabilità intellettiva e pertanto non passibile di pena di morte, come stabilito dalla Corte Suprema nel 2002.

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