L’Ue sfida la Cina su Taiwan: l’Eurocamera chiede “una presenza navale costante ed esercitazioni”. Contrari solo M5S, SI e Vannacci
Il Parlamento europeo non ha mostrato alcun tentennamento: serve una maggiore presenza navale europea nell’Indo-Pacifico a sostegno di Taiwan. Il voto alla Plenaria di Strasburgo sulle raccomandazioni in merito alle relazioni politiche tra l’Ue e la Cina ha addirittura rafforzato la decisione della commissione Affari Esteri dell’Eurocamera di mettere ulteriori paletti a Pechino in tema di rapporti con Bruxelles, con tanto di provocazione militare nelle acque di fronte alle coste della grande potenza asiatica.
Come anticipato da Ilfattoquotidiano.it, tra le restrizioni in materia economica, commerciale, sulla concorrenza e richieste nel campo del rispetto dei diritti umani, tra le righe del documento presentato alla Plenaria di Strasburgo si trovava l’invito a “collaborare con gli Stati membri e con altri partner democratici della regione a un più stretto coordinamento in materia di sicurezza, compresa una presenza navale continua ed esercitazioni congiunte, onde rafforzare la stabilità nella regione” dell’Indo-Pacifico. Un tema delicatissimo, quello dell’ingerenza straniera sulla questione di Taiwan, che la Cina considera, per sua stessa ammissione, una “linea rossa” in grado di scatenare un conflitto. Tanto che anche gli Stati Uniti, fino a oggi, non hanno mai azzardato passi in avanti rispetto allo status quo, ben attenti a evitare un coinvolgimento diretto.
Il Parlamento europeo, con il Vecchio Continente già in gravi difficoltà per le conseguenze delle sanzioni nei confronti della Russia e la crisi energetica scatenata dalla guerra lanciata da Usa e Israele contro l’Iran, ha pensato comunque di sostenere una strategia che potrebbe aprire un altro fronte di tensione in Asia. Nella seduta plenaria di mercoledì, il Movimento 5 Stelle aveva presentato un emendamento che chiedeva la modifica di questo passaggio con la cancellazione del riferimento alla presenza navale e alle esercitazioni. Il risultato, però, è stato netto: 541 eurodeputati hanno votato contro la modifica, 91 a favore e 13 astenuti. Tra gli italiani, solo il Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Roberto Vannacci hanno votato a favore. Tutte le altre formazioni, da quelle di governo fino ai Verdi, il Pd e Azione, si sono opposte alla cancellazione di questo passaggio, di fatto approvando la linea della presenza navale continua nell’Indo-Pacifico. Il testo finale ha ottenuto anch’esso una larga approvazione, con 454 voti a favore, 86 contrari e 110 astenuti. Tra quest’ultimi anche i Socialisti, gruppo europeo del Pd.
“La risoluzione votata al Parlamento europeo sui rapporti fra Ue e Cina getta benzina sul fuoco nei rapporti diplomatici e commerciali – commenta l’esponente Cinquestelle Danilo della Valle – Chiedere una presenza navale europea in Asia ed esercitazioni congiunte in ambito Nato è una provocazione inaccettabile che noi abbiamo provato a cancellare con un emendamento purtroppo respinto dai partiti di destra. Pensate cosa sarebbe successo se fosse accaduto il contrario e cioè se il congresso cinese avesse approvato una mozione chiedendo il dispiego di navi cinesi nel Mediterraneo e nel Baltico. Apriti cielo! Il dialogo con la Cina si deve basare sul reciproco rispetto senza isterie e arroganza neocoloniale. La Cina non è un rivale strategico, come gli Stati Uniti vorrebbe che noi la considerassimo, ma un partner internazionale con il quale, usando il dialogo e la diplomazia, si possono superare le oggettive divergenze su commercio e politica industriale. L’Unione europea rifletta sulla sua postura geopolitica che la sta condannando all’irrilevanza. Costruiamo ponti e non muri”.