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Ultimo aggiornamento: 15:46

Conte replica a Gentiloni: “Chi invoca rigore sull’Ucraina e ci rivolge accuse ignobili, perché tace sul governo genocida di Israele?”. Su La7

Il leader del M5s: "L'Italia nei primi sei mesi del 2026 ha raddoppiato l'import delle armi da Israele. Uno scandalo"
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“Tutti questi che si strappano i capelli accusando in modo ignobile chi parla di una svolta negoziale e di indirizzare a soluzione il conflitto russo-ucraino, dove non possiamo più tollerare un’ulteriore escalation militare, perché non parlano anche del governo genocida di Netanyahu e non applicano lo stesso rigore verso il governo di Israele?”. È la replica a distanza pronunciata dal leader del M5s Giuseppe Conte all’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che pochi giorni fa ha espresso pubblicamente fatica “a immaginare un paese come l’Italia che improvvisamente cambia idea, si rifiuta di sostenere l’Ucraina e prende il ruolo che ha svolto Orban fino a qualche mese fa”. Ospite di Coffee break (La7), Conte respinge la frecciata di Gentiloni: “L’Italia non deve smettere di aiutare l’Ucraina, quindi lui fatica bene a pensare che l’Italia domani mattina passa a sostenere le ragioni di Putin. Sarebbe una totale follia. Noi abbiamo detto dall’inizio che assolutamente questa è un’aggressione che viola il diritto internazionale e secondo noi, per restituire credibilità all’Italia e all’Unione Europea, non ci devono essere dei doppi standard“.

E aggiunge: “Come abbiamo condannato Putin e siamo favorevoli a sanzioni economiche e finanziarie allo Stato e a tutti i responsabili della filiera da Putin in giù, così però vogliamo lo stesso trattamento per Netanyahu e tutti i responsabili di un genocidio“. Il leader del M5s cita quindi i dati ufficiali dell’Agenzia ICE, l’ente pubblico per l’internazionalizzazione delle imprese che dipende dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale: “Nei primi sei mesi del 2026 l’Italia ha raddoppiato l’import delle armi da Israele rispetto all’anno scorso, quindi oggi Israele, nonostante il genocidio, è diventato il secondo nostro partner per le armi. Questo è uno scandalo, vogliamo dirlo o no?”.

Pancani ribatte che dobbiamo rispettare determinati impegni “nei grandi club e nei grandi organismi internazionali” per le spese militari. “Ma gli impegni chi li ha presi? – replica Conte – L’impegno al 5% chi l’ha preso? Giorgia Meloni, per farsi accettare dal club, per farsi accarezzare prima da Biden e poi da Trump. Però l’ha preso contro l’interesse nazionale e sulle spalle degli italiani. Come si fa ad adempiere a quell’obbligo al 5% del Pil? Sono 500 miliardi di qui al 2030“.
“E allora che facciamo, usciamo dal club?”, chiede il conduttore. “No – risponde l’ex presidente del Consiglio – Come ha fatto Sànchez, dobbiamo semplicemente dire che non ce lo possiamo permettere. Giorgia Meloni ci lascia debito pubblico aumentato, la pressione fiscale più alta degli ultimi 10 anni, salari salari reali scesi di 6,1 punti, caro bollette, caro energia e 500 miliardi di spesa aggiuntiva nelle armi. Ma è una follia – conclude – Possiamo dire che è insostenibile e che è stato un grave e folle errore politico?”.

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