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“Congelare” la materia con i laser: il Premio Volta al fisico Jean Dalibard

Il fisico francese premiato a Como per le ricerche che hanno portato gli atomi vicino allo zero assoluto e aperto la strada a orologi atomici, interferometri e simulatori quantistici. "Le società scientifiche sono custodi della verità basata sui fatti", sottolinea lo scienziato
“Congelare” la materia con i laser: il Premio Volta al fisico Jean Dalibard
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Sembra controintuitivo utilizzare i laser per raffreddare qualcosa: e invece non è solo possibile, ma anche straordinariamente utile. Lo dimostrano le applicazioni delle ricerche di Jean Dalibard, fisico del Collège de France e Medaglia d’Oro CNRS, che a Como è stato insignito del Premio Alessandro Volta, patrocinato dalla Società Europea di Fisica (EPS) in partnership con il gruppo multiutility Acinque. Dalibard è riuscito a rallentare gli atomi, grazie a raggi laser, portandoli a una temperatura vicina allo zero assoluto.

Un risultato che non solo ha rivoluzionato la fisica teorica, ma che ha aperto la strada a sistemi di misurazione ultraprecisi, a partire dagli orologi atomici e dagli interferometri di ultima generazione. Spiega William D. Phillips, premio Nobel che, assieme all’altro premio Nobel Alain Aspect, ha condotto le laudationes del lavoro di Dalibard: “Questi orologi sono in servizio in moltissime delle maggiori nazioni industrializzate a livello globale e di fatto mantengono il tempo per il mondo intero”.

Questi strumenti garantiscono la sincronizzazione delle reti web, così come dei satelliti e di una miriade di altre applicazioni. In più – continua Phillips – “Gli interferometri atomici e gli orologi ad alta frequenza ottica hanno il potenziale di garantire la navigazione anche quando il segnale satellitare è oscurato o non disponibile”. Ma non si ferma qui l’impatto del lavoro di Dalibard. Anche i più avanzati simulatori quantistici ad atomi freddi derivano dal lavoro del fisico francese e questa tecnologia – spiega Alain Aspect – permetterà di ottenere “risultati straordinari per la società, a partire dalla progettazione di nuovi farmaci e materiali complessi”. Si tratta di una prospettiva che mostra come la ricerca sui sistemi quantistici possa progressivamente uscire dai laboratori e tradursi in applicazioni concrete, con possibili ricadute in settori molto diversi tra loro.

Il conferimento del premio a Dalibard ha permesso anche di riflettere sul concetto di verità scientifica e sul dilagare delle fake news. Da questo punto di vista, per Dalibard, il fatto che il premio venisse da una società scientifica era particolarmente rilevante: “per me – ha dichiarato – le società scientifiche sono le principali custodi di ciò che potremmo definire ‘verità scientifica’. Con questo intendo un insieme di conoscenze basate su fatti dimostrati sperimentalmente, utilizzando metodi rigorosi e controllati e con un grado di certezza chiaramente definito. Queste società sono al riparo da pressioni economiche e politiche, il che garantisce loro una prospettiva imparziale”. E ha aggiunto: “Quando un ricercatore parla come individuo, può essere difficile distinguere chiaramente la sua competenza scientifica dalle sue opinioni personali come cittadino. Spesso gli viene chiesto di commentare su questioni che vanno oltre il suo specifico campo di competenza, su cui la sua opinione potrebbe non essere particolarmente rilevante. Qui è dove una società scientifica può fare davvero la differenza. Riunisce le competenze di molti scienziati e può aiutare a fornire al pubblico informazioni chiare e ben fondate, basate sulle migliori conoscenze disponibili in un dato momento”.

Sulla stessa falsariga José María De Teresa, presidente proprio della Società Europea di Fisica (EPS), che ha sottolineato il significato del Premio Volta: “Con il Premio Alessandro Volta non celebriamo soltanto le scoperte eccezionali di Jean Dalibard, ma riaffermiamo il valore fondamentale della fisica europea nel guidare l’innovazione globale e nel proteggere l’integrità della ricerca scientifica al servizio di tutta la comunità”.

Nel caso della Società Europea di Fisica (EPS), la sua dimensione continentale aggiungeva un ulteriore valore: “Il fatto che si tratti – conclude Dalibard – della Società Europea di Fisica (EPS) è per me di fondamentale importanza. Sono convinto che l’Europa, nel suo complesso, svolgerà un ruolo sempre più rilevante nel panorama scientifico globale. Certo, esiste una grande diversità di risorse per la ricerca tra i vari Paesi europei. Ma ognuno di essi vanta una ricca storia scientifica, sostenuta da accademici di talento, nonché una tradizione di cooperazione con i Paesi vicini”.

Gianmarco Pondrano Altavilla

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